Salute/ Ossa a rischio. L'acidiosi può portare l'osteoporosi

Giovedì, 22 gennaio 2009 - 09:59:00

Di Valeria Ghitti

Un'eccessiva produzione di scorie acide nell'organismo, associata a una scarsa eliminazione delle stesse -  quel disturbo del metabolismo che i medici definiscono acidosi  -  può favorire la comparsa dell'osteoporosi, soprattutto in menopausa.

A rivelarlo è uno degli ultimi studi nel campo dell'acidosi, coordinato da un patologo clinico italiano, Giuseppe Pigoli, e che ha coinvolto 13 mila soggetti sani e con abitudini alimentari nella norma, divisi per sesso ed età: si è notato che nelle fasce comprese fra i 50 e 65 anni, le femmine mostravano un'acidità urinaria molto spiccata quando paragonata a quella dei maschi di pari età. Gli esperti ritengono che questo significhi che in questa fascia d'età, caratterizzata dai mutamenti ormonali della menopausa, le donne vadano incontro a uno stato di acidosi cronica "l'età critica" femminile (50-65 anni), caratterizzata da una condizione di cambiamenti ormonali  e menopausa, sia associata ad una forte eliminazione acida con le urine, stimolando il sospetto che le pazienti siano in stato di acidosi cronica.

E questo potrebbe spiegare l'elevata incidenza dell'osteoporosi proprio in menopausa? "E' probabile, poiché è noto che, quando l'organismo è in acidosi, le cellule attivano un processo di compensazione rilasciando minerali alcalinizzanti, come il calcio - spiega ad Affari il dottor Luciano Proietti, nutrizionista a Torino - e il calcio viene prelevato proprio dalle ossa".

E' bene sottolineare, però, che è normale che l'organismo produca scorie acide, come è altrettanto normale che le elimini: il problema sorge quando queste scorie sono in eccesso e non vengono eliminate, finendo, così, per alterare il pH naturale dell'organismo e causare quindi disturbi, anche cronici. Il problema si scopre analizzando il pH delle urine: in condizioni normali, infatti, il ph delle urine è più acido al mattino, quando elimina le scorie della notte, e in concomitanza dei pasti (pranzo e a cena), ma si riabbassa negli altri momenti della giornata. "Ecco perché le misurazioni del pH dovrebbero essere effettuate per alcuni giorni annotando contemporaneamente, insieme all'ora della misurazione, anche gli alimenti e le bevande assunte" sottolinea il dottore. " Anche se con l'alimentazione di oggi è difficile non andare incontro all'acidosi".

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