Sabrina era gelosa di Sarah: ecco il movente del delitto

Martedì, 23 novembre 2010 - 09:02:00

Michele Misseri è credibile quando dice che è stata sua figlia Sabrina, da sola, ad uccidere Sarah Scazzi. Un omicidio d'impeto, il cui movente va individuato nel fatto che Sabrina Misseri, abile a depistare le indagini fin dall'inizio, era «ossessionata dalla gelosia» per Ivano. Il tribunale del riesame di Taranto, nell'ordinanza di 54 pagine con cui ha deciso che la giovane deve restare in carcere, non si limita a confermare l'ordinanza di custodia cautelare del gip, in cui la cugina di Sarah è accusata di concorso nell'omicidio compiuto materialmente dal padre, ma va oltre.

I giudici, infatti, dopo aver ricevuto l'istanza di scarcerazione, hanno acquisito e vagliato anche l'interrogatorio del 5 novembre, quello in cui il contadino di Avetrana addossa tutta la responsabilità sulla figlia, e lo hanno giudicato attendibile. Al tempo stesso, hanno individuato un possibile movente dell'omicidio da parte di Sabrina: la gelosia. Il 5 novembre, Misseri «ha completato il suo doloroso percorso di ravvedimento», scrivono i giudici secondo cui «le differenti versioni non sono sintomatiche di inattendibilità bensì espressione del travaglio necessario per giungere, riferendo la verità dei fatti, ad abdicare all'impegno assunto con la figlia di tenerla immune da ogni responsabilità».

Ad avviso del tribunale, se «Misseri fosse realmente il turpe assassino della nipote, volenteroso di restare impunito per quanto fatto», «non è davvero comprensibile» perchè avrebbe consegnato il telefonino di Sarah agli inquirenti e poi confessato il delitto, quando invece sarebbe potuto «rimanere in attesa dell'evoluzione delle indagini (che verosimilmente non avrebbero condotto a nulla)». Secondo il tribunale, l'unica spiegazione è che Misseri - uomo dalla «personalità assolutamente mite» - si era appunto impegnato con la «figlia prediletta» a tenerla «immune da ogni responsabilità».

Una tesi sostenuta da «riscontri estrinseci di natura oggettiva», come il fatto che Misseri «non è stato autonomamente in grado di riproporre azioni di strangolamento compatibili con l'impronta-solco riscontrata sul collo della Scazzi», e «riscontri individualizzati», come le dichiarazioni dei testi. Ma perchè, allora, Sabrina, avrebbe ucciso la piccola Sarah? Il movente, per il tribunale, è la gelosia. Sabrina, infatti, era «fortemente innamorata, anzi ossessionata» da Ivano Russo che «temeva di perdere ad opera» della cugina.

Ma la «goccia, ovvero il punto di rottura che ha fatto scattare» in Sabrina «una forma di rancore nei confronti» della cugina si è verificata quando Sarah riferì al fratello Claudio la confidenza che le fece la cugina su un «rapporto sessuale interrotto» avuto con Ivano. Cosa successe, dunque, quel 26 agosto? «È plausibile», scrivono i giudici, che Sarah abbia seguito spontaneamente Sabrina nel garage di casa Misseri (per questo nei confronti dell'indagata il Riesame fa cadere l'accusa di sequestro di persona), dove è stata uccisa in un «lasso di tempo di circa sette minuti».

L'omicidio sarebbe stato compiuto «con dolo intenzionale, plausibilmente d'impeto nel senso che, sebbene non sia possibile escludere aprioristicamente una premeditazione (...) deve propendersi per una condotta compiuta sotto la spinta del rancore accumulato nei confronti» di Sarah e «giunto al culmine dell'ennesimo litigio» tra le due cugine. Secondo i giudici Sabrina deve restare in carcere perchè a suo carico sussistono tutte le esigenze cautelari: il «concreto pericolo di fuga»; il rischio di inquinamento delle prove«, che "è innegabile e agevolmente desumibile dall'attività, complessa e multilivello, di depistaggio già abilmente e scaltramente posta in essere dalla Misseri sin dai primi minuti susseguenti al delitto«; il pericolo che la giovane »commetta delitti della stessa specie per cui si procede«, poichè »la personalità aggressiva concretamente rivelata dalla Misseri (peraltro confermata dal padre) e la compulsività dell'agire scaturente da tale inclinazione inducono a concludere per un comportamento non occasionale«. In serata, intanto, Cosima Serrano e la figlia Valentina (di Cosima i giudici dicono che »non è ben chiaro cosa abbia fatto dalle 14.23 in avanti«, vale a dire quando Sarah è stata uccisa) si sono recati dai carabinieri di Taranto per rendere dichiarazioni spontanee. Secondo quanto si è appreso, nella prima parte della loro audizione, Cosima e Valentina si sarebbero lamentate delle condizioni fisiche in cui hanno trovato Michele, incontrato stamani in carcere.

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