Sciagura aerea in Russia, morto anche un italiano
"Doveva collaudare un impianto di essicazione del legno per una ditta per la quale collaborava". A ricordarlo la cugina dell'unica vittima italiana, Tommaso Martinazzo, Lucia Poloniato, vicesindaco di Crocetta del Montelo, in provincia di Treviso. Per questo motivo Martinazzo, l'unico italiano deceduto nell'incidente avvenuto in Russia, si trovava sul boing 737-500 della compagnia di bandiera russa Aeroflot precipitato nella notte nella tra sabato e domenica nella regione montagnosa degli Urali, provocando la morte di tutte le 88 persone a bordoera.

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Martinazzo, 51 anni di Crocetta del Montello, sposato e padre di due figlie, era un esperto del settore e nel corso della sua attività lavorativa "aveva girato il mondo. Negli ultimi tempi meno - dice la cugina - visto che aveva anche una impresa in proprio. Doveva stare via una decina di giorni. Amava viaggiare - ricorda ancora - e amava il suo lavoro. Ogni volta che ho avuto occasione di parlare di questo mi diceva che non gli pesava spostarsi". L'uomo era partito dall'aeroporto di Venezia diretto a Perm, via Mosca. Poi l'incidente.
Sul volo, come precisato dalla stessa Aeroflot in un comunicato, degli 82 passeggeri che viaggiavano sul Boeing, 21 erano stranieri: un italiano, nove azerbaigiani, cinque ucraini, un francese, uno svizzero, un lettone, un americano, un tedesco e un turco.



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