Ruby, spuntano altre ragazze

Sabato, 2 aprile 2011 - 09:00:00

Forum/ Processo Ruby senza telecamere. E' giusto vietarle?
Sarebbero una decina le nuove ragazze che sarebbero state ospiti di Silvio Berlusconi ad Arcore durante i presunti festini a luci rosse. È quanto emerge dagli atti depositati dai pm milanesi che indagano sul caso Ruby in vista del processo a carico del premier, che si aprirà mercoledì prossimo a Milano. Da quanto si è appreso, dalle analisi delle celle telefoniche sarebbero state individuate altre giovani che lo scorso anno avrebbero frequentato la residenza del presidente del consiglio e che si aggiungono alle 33, Ruby compresa, già individuate dagli inquirenti.

IL CONCORSO DI TAORMINA - Tra le nuove carte depositate alla difesa, ce ne sono alcune che riguardano un approfondimento sul concorso di bellezza a Taormina del settembre 2009, ritenuto 'importante'. Secondo l'ipotesi accusatoria dopo quel concorso sarebbe iniziata l'induzione e il favoreggiamento della prostituzione della giovane marocchina, che ora è parte offesa.

DA PM VERIFICHE TELEFONI NOEMI LETIZIA, BELEN E YESPICA  - Riguardano anche Noemi Letizia, Aida Yespica, Belen Rodriguez e Barbara D'Urso gli esiti dei nuovi accertamenti telefonici relativi alle celle di Arcore depositate oggi dalla procura di Milano ai difensori di Silvio Berlusconi e degli altri indagati nell'ambito dell'inchiesta sul caso Ruby. Per il premier mercoledì prossimo si aprirà il processo in cui è imputato per concussione e prostituzione minorile. Da quanto si legge nell'avviso di deposito degli atti integrativi, e che l'Ansa ha potuto consultare, sono stati depositati i risultati degli accertamenti su «assegni relativi all'anno 2009» riferibili a Silvio Berlusconi. Riguardo invece agli accertamenti sulle utenze telefoniche, in precedenza gli inquirenti avevano riscontrato, sempre dall'esame «globale delle celle di Arcore, compresenza in quest'area» di Ruby e della Yespica in una sola circostanza e cioè nella notte tra il 24 e il 25 aprile scorsi. A quanto si è appreso dai risultati dei nuovi approfondimenti sarebbero comunque una decina le nuove ragazze che l'anno scorso sarebbero state ospiti a villa San Martino.Vengono citate come testimoni anche Ioana Claudia Amarghioale, Maria Deusilene Do Nascimento, Gemma Codoy Cuneta, Maria Adelina Alonzo Escalona, Anisoara Cheorleu, Valentina Costanzo. E poi Pasqualina Sanna e Renata Wilson. Inoltre si sarebbe appurato un numero maggiore di feste rispetto a quello finora indicato nelle carte dell'indagine.

 

NIENTE RIPRESE TV, LA PROTESTA DEI GIORNALISTI 
L’Associazione Lombarda Giornalisti e il Gruppo Cronisti Lombardi condannano la decisione congiunta del Procuratore generale, Manlio Minale, e del suo vice (l’Avvocato generale, Laura Bertolè Viale) di vietare l’accesso a fotoreporter e cineoperatori nell’aula del Palazzo di Giustizia di Milano dove dal 6 aprile si svolgerà il processo sul caso Ruby che vede imputato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi per prostituzione minorile e concussione. I motivi di sicurezza addotti per giustificare questo provvedimento, con cui viene revocata l’ordinanza favorevole alle riprese in precedenza firmata dal presidente del collegio giudicante, Giulia Turri, sono irricevibili: è palese la volontà di negare la libertà dei cronisti di informare e quella dei cittadini di essere informati, diritti insopprimibili in uno Stato democratico. E’ incalcolabile il danno che questo oscuramento deciso dalla Procura generale provocherà ai giornalisti, ai quali viene impedito di svolgere la loro attività: continua ad aleggiare il tentativo di mettere il bavaglio all’informazione. Un preoccupante precedente, che fa venire meno la garanzia di una informazione trasparente, tempestiva e corretta. Il provvedimento di di Minale e Bertolé Viale è l’aberrante conseguenza del divieto d’accesso a fotoreporter e cineoperatori imposto – dal Procuratore generale – all’inizio del 2011, decisione in parte rientrata dopo la minaccia degli esclusi di non partecipare all’inaugurazione dell’Anno giudiziario. ALG e GCL respingono questi insidiosi tentativi di tenere alla larga i cronisti in nome di presunti motivi di sicurezza o di privacy. Inoltre, facendosi garanti di una informazione libera da condizionamenti, invitano il Procuratore generale a sospendere il grave provvedimento, che alimenta il clima intimidatorio in cui da tempo i giornalisti italiani sono costretti a lavorare. (da www.francoabruzzo.it)

Gonzales: “Impedita ai cittadini la documentazione visiva del processo”
''Un eccesso di prudenza che impedisce ai cittadini di avere una documentazione visiva su un processo di grande importanza per il nostro paese, che sta suscitando l'interesse dei media di tutto il mondo''. Lo afferma Letizia Gonzales, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, commentando la decisione congiunta del Procuratore generale di Milano, Manlio Minale, e dell'Avvocato generale , Laura Bertole' Viale, di revocare 'per motivi di sicurezza' a network tv e fotografi i permessi di accesso alle aule e perfino ai corridoi del Tribunale di Milano. La decisione definitiva dovrebbe essere presa lunedi'. Il divieto di accesso a fotografi e video operatori parte da lunedì 4 aprile, giorno in cui il Presidente del Consiglio dovrebbe essere presente a un'udienza preliminare per la vicenda Mediatrade e si estende a mercoledì 6 aprile, giorno di apertura del processo per il caso Ruby. La decisione annulla l'ordinanza in precedenza firmata dal presidente del collegio giudicante, Giulia Turri, che consentiva l'ingresso alle telecamere della Rai. ''Esprimo anche a nome del Consiglio dell'Odg lombardo il mio rammarico per questa decisione - aggiunge Gonzales - anche perché si era trovata una soluzione ragionevole ipotizzando l'accesso alle aule del Tribunale solo per le telecamere della Rai, cioe' del servizio pubblico, che avrebbe potuto poi distribuire le immagini anche ad altri mezzi di informazione''. Mi auguro - conclude Gonzales - che la Procura riveda la sua decisione in considerazione della giusta e comprensibile domanda di informazione che questo processo sta suscitando''.

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Case, soldi, lavoro. E' lunga la lista delle richieste fatte dalle papi girls che si trovano nelle carte dell'inchiesta di Milano. C'è chi come Elisa Toti scrive lettere su lettere al suo Superman solo per avere un posto di lavoro, c'è chi invia sms per chiedere posti da soubrette e chi invece vuole partecipare a programmi tv o reality. Insomma una giusta ricompensa per chi è passata dai festini di Arcore.

LETTERE E CHAT- Lettere prive di data, scritte al presidente del consiglio come quelle di Elisa Toti trovate nel suo Pc sequestrato il 14 gennaio oppure chat con amici o tra le stesse ragazze in cui raccontano prestazioni e pagamenti.


LE IMMAGINI

LA TOTI E IL VICE DI CANALE 5- ‘Ciao amore, ti scrivo questa lettera perchè quano ti vedo o ti chiamo al telefono non riesco a parlarti. Tu sei l'unico che mi può aiutare. Volevo prma di tutto parlare del lavoro. come ti ho già detto ho avuto già due colloqui con MArco Costa (vicedirettore C5 e L5). Gli ho chiesto se potevo fare televendite o telepromozioni almento da prendere qualche soldino! Lo so che hai tantissimo da fare e mille problemi molto più grandi dei miei ma se tu potessi starci un po' dietro sarebbe meraviglioso sono sicura che qualcosa mi farebbero sicuremante fare! 


Nicole Minetti, Iris Berardi e Barbara Guerra
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"TROPPE SPESE: AIUTAMI"- E ancora: "Lo sai che mi dispiace sempre chiederti, pero’ per il momento non saprei come altro fare. Le spese sono sempre tante, in piu’ ogni tanto do anche un aiuto a mia mamma che ha solo la pensione’. Amore spero comunque che riusciro’ a vederti lo stesso, come prima, magari rimango a dormire da te, visto che non avro’ piu’ la casa, tra un po’, ho tantissimo bisogno di te, amore!!! Poi conclude:’tu sei una persona meravigliosa che cerca di aiutarci tutte, anche se purtroppo non puo’ sempre starci vicino, bacio grosso come il mondo e un abbraccio fortissimo’.

LA TOTI: "SCAPPO IN CINA"- La stessa Elisa, dimostra comunque di temere pubblicita’ negative in una conversazione Skype con Adriana Verdirosi dello scorso 8 aprile. ‘Io mi sento mori’ – dice – se viene fuori qualcosa mi trasferisco in Cina’.


Barabara Guerra e le olgettine
LE IMMAGINI
SOS A SILVIO- In un'altra lettera si dice disperata: “So che sei sempre occupatissimo e hai mille problemi da risolvere, non sai quanto mi dispiace disturbarti, ma credimi ho veramente bisogno del tuo prezioso aiuto. Qui a Siena non riesco a tovare lavoro. Lo so che oggigiorno è tanto difficile trovare lavoro ma io ho la fortuna di conoscerti, ti chiedo se puoi darmi una mano... Ho tanta fiducia in te mio Superman e ti voglio bene... attendo ansiosa tue notizie

"SERVIZI PER PLAYBOY- In una chat Barbara Faggioli e Aris Espinosa
-Ciao Amour
-Heii
-Come va Kitty? :)
-Bene piccola marilyn. tu?
-Benino un po' stanchina...
-Ieri festa??
-Ma MrBig lo vediamo sto week secondo te?
-SI ero ospite perchè avevo fattoun servizio per playboy
-Ah ok. Spero di si

IL DIARIO DI RUBY: SILVIO MI DISSE CHE POTEVO OTTENERE TUTTO- C'è una Ruby che piange con i pubblici ministeri e una che con i pubblici ministeri s'arrabbia, e di brutto. C'è una Ruby che nei verbali dice una cosa e che nei suoi appunti sul computer ne dice una simile, ma non proprio uguale. "Trattiamola non come se fosse un pentito, ma come un testimone di mafia. Bisogna cercare i riscontri di quello che dice", si sono imposti in procura dal luglio dello scorso anno.

I FILE NEL COMPUTER- I detective, dal portatile della diciottenne, nella "cartella "3.9", sottocartella "documenti"" estraggono e trasmettono appena lo scorso febbraio un file di appunti dal nome "ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a... ". È uno scritto in cui Ruby indica nel direttore del Tg4 il "vettore nella conoscenza di Lele Mora e Silvio Berlusconi". Questo il testo recuperato: "Ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a cui ho partecipato (miss muretto, miss curva del sud, miss venere). Lo stesso Fede mi diede il suo contatto promettendomi lavoro a Milano. Il sig. Fede mi portò nell'agenzia di Lele Mora". Nel documento successivo, la diciottenne marocchina appunta: "Lo stesso Mora si dimostrò molto favorevole al mio inserimento nella sua agenzia facendomi poi lavorare al "Chiambretti night", ignaro del fatto che io fossi minorenne. Nei tre mesi successivi venivo chiamata da M. Z., segretario della lM production, per partecipare a diversi programmi tv, tra i quali: La pupa e il secchione, L'isola dei famosi, Il grande fratello".

IL BUNGA BUNGA- "Dopo alcuni giorni mi chiamò Mora per dirmi che avrei dovuto andare ad una cena", continua nel suo racconto informatico la giovane ragazza marocchina. "Io pensavo che sarebbe stata una cena dove avrei dovuto fare "immagine". Invece la sera stessa mi vennero a prendere a casa due auto di cui una dei carabinieri ed una con autista per accompagnarmi a casa del presidente Silvio Berlusconi". Il presidente "mi accolse in maniera molto "calorosa" con molti complimenti. Alla serata parteciparono circa 30 ragazze. Cenammo con musica dal vivo e il presidente mi dedicò anche una canzone. A fine cena saremmo dovuti andare al bunga bunga (il suo harem personale, nome copiato dal suo caro amico libico Gheddafi). lo mi rifiutai dicendo che volevo andare a casa. Il presidente mi chiamò nel suo studio e mi disse che avrebbe potuto cambiare la mia vita. Risposi che avrei accettato se lo avesse fatto per umanità ma non per avere un tornaconto. Si mise a ridere e con tono sarcastico mi disse che non cercava tornaconto e che lui poteva avere tutto quello che voleva. lo gli risposi che io non ero tra "quel tutto". Si mise a ridere e mi diede una busta. Arrivata in auto vi trovai un collier d'oro con diamanti di Damiani insieme a 46 mila euro. Ritornai a casa del presidente altre 3 volte". Ruby, nel suo diario di viaggio, ricorda inoltre che, una volta scoperta la sua giovane età, Mora le propose lo stesso di prenderla in affidamento.

"IL PM? VUOLE ARRIVARE A SILVIO E LELE"- Il documento viene ritenuto "significativo Il 5 agosto scorso Ruby contatta il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e il giorno dopo spiega il contenuto della telefonata a Diana Mora. "Ho buone notizie, forse mi danno quindici giorni per passarli a Milano". Ma l'8 agosto, Ruby è molto più arrabbiata e nei giorni successivi scapperà anche dalla comunità in cui è ospite per ordine della magistratura. Che cosa si dicono Ruby e Diana? "Mi stanno rompendo quelli del dottor Forno", spiega la marocchina. Lui "torna il 18, cioè manco a Ferragosto ti fa stare bene questo giudice, poi si chiude in stanza dalle otto fino alle otto". Ruby insinua un dubbio sul modo di condurre l'indagine. "Non vuole arrivare a me, cioè, lui, il suo interesse non è arrivare a sapere cosa faccio io, lui vuole arrivare a colpire Silvio Berlusconi e Lele Mora, capito?".

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