Ruby/ Masi telefona in diretta da Santoro, scoppia la polemica
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A pochi giorni dalla telefonata in diretta di Berlusconi all'Infedele e dallo scontro tra il premier e Gad Lerner, ieri sera è stato il direttore generale della Rai
, Mauro Masi, a chiamare Annozero. "A tutela dell'azienda mi debbo dissociare dalla maniera più chiara dal tipo di trasmissione che lei sta impostando, come quella della settimana scorsa", è il monito del dg al giornalista, che apre un duro botta e risposta tra i due. "Ad avviso mio e dei nostri legali - avverte Masi - lei sta violando il Codice di autoregolamentazione sui processi in tv, tema sollevato non più tardi di venerdì scorso anche dal presidente della Repubblica Napolitano". Santoro - che nell'anteprima aveva preso le distanze dalla circolare del dg sulla necessità di una partecipazione paritetica del pubblico rispetto alle posizioni degli ospiti ("io le claque non le voglio") - incalza il dg chiedendogli a più riprese se intenda chiudere la trasmissione. "In non interrompo la trasmissione: ho sempre garantito che andasse in onda", precisa Masi.
"Non stiamo violando le regole? Risponda!", insiste Santoro. "Non sono io che debbo stabilirlo", dice allora il dg. E ancora, pungolato dal giornalista: "Dissocio me stesso e l'azienda da un tipo di trasmissione che potrebbe violare il codice", frena. Poi un un brusco 'buonanottè di Santoro chiude la conversazione. Dopo la telefonata, Masi fa sapere di aver ribadito per iscritto a Santoro, dopo aver visto la scaletta, "la preoccupazione per un taglio del programma che metteva al rischio l'azienda da nuove sanzioni, anche economiche. È arrivato il momento in cui ognuno deve assumersi e proprie responsabilità ed io mi sono assunto le mie, ripeto, a tutela dell'azienda e dei cittadini telespettatori". E poi, poco prima della chiusura della puntata, sottolinea: "Sul rispetto delle regole vado fino in fondo".
Bisognerebbe dire agli italiani di non pagare piu' il canone perche' la maggioranza ha votato Silvio Berlusconi ed e' costretta a vedere sul servizio pubblico dei processi mediatici e non si vede rappresentata. Cosi' Silvio Berlusconi avrebbe, secondo quanto riferiscono alcuni presenti a una cena in un albergo di via Veneto, ha attaccato Michele Santoro e la trasmissione Annozero. Secondo Berlusconi sarebbe in atto un vero e proprio processo mediatico che porta a una dittatura. Il premier ha lasciato poco fa dall'ingresso posteriore l'hotel senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti.
RECORD DI ASCOLTI - Lo scotro ha portato ancora ascolti straordinari e un nuovo record stagionale alla trasmissione di Santoro, che ha stravinto la prima serata con 7 milioni 87mila telespettatori e uno share del 25.72; in particolare, la puntata ha registrato numerose punte superiori agli 8 milioni e picchi di share del 36 per cento.
BERLUSCONI, "CHIUDERE AGCOM" - Scambio di battute tra Silvio Berlusconi e un ministro alla cena di compleanno della deputata del Pdl Micaela Biancofiore sul 'caso Ruby'. Secondo quanto riferito d alcuni presenti, il premier molto critico con la trasmissione di Michele Santoro 'Annozero' e piu' in generalecon il trattamento a suo dire ingiusto che i media gli stanno
riservando in queste settimane, avrebbe proposto la chiusura dell'Autorithy delle Tlc. Immediata la replica del suo interlocutore che avrebbechiosato: "allora dovremmo chiudere anche i servizi visto quello che sta succedendo su questa questione".
E i commissari dell'Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni, Antonio Martusciello, Stefano Mannoni, Enzo Savarese, Roberto Napoli hanno richiesto di sottoporre con urgenza alle valutazioni del Consiglio del 3 febbraio le puntate del 20 e 27 gennaio 2011 della trasmissione "Annozero" poiché hanno rinvenuto in esse possibili profili di violazione dei principi e della normativa in materia di "obiettività, completezza, lealtà, imparzialità dell'informazione, nonché di presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo tale da favorire la libera formazione delle opinioni".
"ROMANI, CHIUDI 'ANNOZERO'" - Berlusconi avrebbe detto ad alcuni presenti a una cena in un albergo di via Veneto che bisognerebbe dire agli italiani di non pagare più il canone perché la maggioranza ha votato Silvio Berlusconi ed è costretta a vedere sul servizio pubblico dei processi mediatici e non si vede rappresentata. Secondo Berlusconi sarebbe in atto un vero e proprio processo mediatico che porta a una dittatura.
Berlusconi è tornato su "Annozero" prima del Consiglio dei ministri: "Non si possono più consentire trasmissioni del genere, Santoro è soltanto un fazioso e ora dovrà intervenire il ministro dello Sviluppo per mettere fine a questo tipo di trasmissioni". E sul comportamento di Santoro: "Ha mandato al diavolo Masi, ha respinto un nostro rappresentante del partito e non ha fatto entrare sessanta ragazzi", ha spiegato il Cavaliere. "E' una vergogna che ci siano trasmissioni del genere in Italia", ha attaccato il premier chiedendo al più presto l'intervento di Paolo Romani.
SANTORO: "MASI CHIUDA LA TRASMISSIONE, POI VEDIAMO CHE SUCCEDE" - Chi cerca di fare il proprio mestiere, che sia un magistrato o un giornalista, viene considerato un nemico e sottoposto ad un vero e proprio attacco che mira ad annientarne il lavoro". Così Michele Santoro, nel corso di una conferenza stampa indetta nella sede della Fnsi.
"Non è vero che gli italiani - ha detto ancora - seguono gli ultimi avvenimenti politici senza interesse. Non è vero che gli italiani non si indignano. Si indignano e vogliono conoscere. Ieri sera 'Annozero' ha registrato oltre sette milioni di telespettatori e questo in presenza di una partita di calcio di tutto interesse. Questa è la testimonianza di un grande interesse dell'opinione pubblica, che chiede informazioni".
Santoro ha raccontato poi il retroscena che ha portato alla telefonata in diretta di Masi: "Ho passato un fine settimana - ha detto - subendo la reazione alla pubblicazione del mio numero di telefono sul quotidiano Libero. E naturalmente tutti hanno taciuto sul fatto che il mio numero di telefono non è stato dato da una escort, ma da un quotidiano. Lunedì mattina è arrivata in redazione una nuova circolare del direttore generale che diceva di far corrispondere il pubblico direttamente agli ospiti. In poche parole il pubblico nella trasmissione passava alla responsabilità del direttore di rete". Santoro ha detto che la mancata libertà di poter scegliere il pubblico va contro le sue "prerogative di autore. "Non potevo accettare questo - ha sottolineato il presentatore - e dopo tre-quattro giorni di lavoro mi sono impegnato a non far applaudire il pubblico nel corso del dibattito".
"Se Mauro Masi - ha aggiunto Santoro - vuole chiudere la trasmissione, la chiudesse. Vediamo quello che succede. Masi mi ha ricordato in diretta televisiva che ho fatto una violazione. Allora io gli ho detto di bloccarla. Noi passiamo il 90 per cento del tempo a vedere quello che dobbiamo dire in base alle circolare di Mazza. Solo il 10 per cento per lavorare".
Il conduttore di 'Annozero' racconta poi che fin da lunedì ha cercato di contattare il sottosegretario Bonaiuti per avere un ospite del Pdl per la trasmissione di giovedì che doveva affrontare sempre il caso 'Rubygate'. "Bonaiuti non ci ha mai chiamato - ha detto ancora - e per questo ci siamo mossi noi invitando direttamente Cicchitto e lui aveva anche confermato la propria presenza. Ma alle ore 11 di giovedì mattina ci giunge la telefonata del vicedirettore generale Guido Paglia, che comunica che il Pdl si sentirebbe meglio rappresentato da Ghedini o dal ministro Alfano. Ovviamente obietto che Ghedini in trasmissione con l'onorevole Bindi potrebbe far sembrare il programma un dialogo tra un marziano e un abitante di Venere". A questo punto Santoro spiega che Paglia comunica la presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano in trasmissione, ma alle ore 16 di giovedì lo stesso guardasigilli comunica la sua impossibilità.
"Noi dobbiamo rispettare tutte le norme - ha aggiunto Santoro - mentre i politici non hanno nessuna norma da seguire, nemmeno quelle della buona educazione". Infine, spiega che, giovedì sera, prima dell'inizio della registrazione della trasmissione, alle 20,15, telefona il sottosegretario Bonaiuti. "Ovviamente - ha spiegato Santoro - io dico alla segretaria di Bonaiuti che, visto che non mi ha risposto per una settimana, può benissimo aspettare e richiamarmi lunedì".
"Improvvisamente - ha aggiunto - si presenta davanti agli studi della Dear, dove registriamo il programma, l'onorevole Francesco Paolo Sisto. Erano circa le 20,55 e mi dice che era l'uomo che il Pdl aveva designato per partecipare alla trasmissione. Dietro di lui sessanta ragazzi del Pdl con una camicia tricolore. A questo punto sono stato costretto a dire all'onorevole Sisto che era venuto alla festa senza invito". Il tutto si conclude con la telefonata, poco prima dell'avvio del programma, del direttore generale Masi.
E infine: "La richiesta del premier Silvio Berlusconi di chiudere la nostra trasmissione è una invasione
di campo. C'è certamente una ingerenza - ha aggiunto Santoro - quando il presidente del Consiglio telefona all'Autorithy e chiede di chiudere 'Annozero'. Questa mattina Silvio Berlusconi ha chiesto addirittura al ministro Romani - ha concluso - di chiudere la nostra trasmissione".



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