Ruby, quel bacio saffico con Nicole Minetti.../ Il procuratore Forno: "Atti sessuali fra le due ragazze che coinvolgevano tutti gli astanti e avevano una connotazione di tipo prostitutivo"
Il deposito della trascrizione dell'udienza preliminare sul caso Ruby risolve il giallo sull'utilizzo della parola "bordello" da parte del procuratore aggiunto Pietro Forno nella discussione con cui ha chiesto il rinvio a giudizio del consigliere regionale Nicole Minetti, del giornalista Emilio Fede e dell'agente dei vip Lele Mora per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Parlando al gup Maria Grazia Domanico dei ruoli avuti secondo le accuse dagli indagati nella vicenda, Forno ha affermato in udienza: "E qui abbiamo proprio tutti gli elementi di una struttura organizzativa, abbiamo l'arruolatore, abbiamo il fidelizzatore, e abbiamo, possiamo dire, l'amministratore del bordello, colui che paga le dipendenti, colui che si occupa della location, oggi si direbbe, della loro collocazione adeguata, che poi è anche una forma di retribuzione. Quindi, un sistema strutturale e strutturato, che spiega le imputazioni che sono state elevate agli indagati. E, come dicevo, queste imputazioni riguardano sia l'ipotesi di cui alla legge Merlin, sia al 600bis (prostituzione minorile, ndr), nella misura in cui riteniamo ampiamente provato che la minore El Mahroug Karima è stata coinvolta in atti sessuali".
In un altro passaggio della discussione, Forno ha detto che a Minetti è contestato un "ruolo di tipo organizzativo", mentre Fede è ritenuto il "fidelizzatore" delle ragazze e Mora l'"arruolatore". Lunedì, la diffusione della notizia che Forno aveva parlato di "bordello" nell'udienza a porte chiuse aveva suscitato diverse polemiche da parte di chi aveva associato la parola bordello alla villa di Arcore del presidente del Consiglio in cui si svolgevano i bunga bunga. Nella stessa serata Forno aveva precisato: "Non ho mai detto che Arcore era un bordello. Il termine bordello è stato utilizzato come riferimento storico alla divisione dei compiti prevista dalla legge Merlin che, come noto, prevedeva la soppressione delle case chiuse".
"Quando la ragazza racconta di essere stata coinvolta in un bacio saffico con la Minetti, aperta parentesi, e sappiamo da tutta serie di fonti assolutamente indipendenti che il fruitore finale aveva interesse per questo tipo di condotte, quindi non è un'invenzione della ragazza, sicuramente, beh, la ragazza ci descrive atti sessuali, a cui la Minetti partecipa, ma che coinvolgono tutti gli astanti, quindi anche per questo verso è consentito affermare che la minore è stata coinvolta in atti sessuali che nella misura in cui sono stati ricompensati avevano una connotazione di tipo prostitutivo", ha detto il procuratore aggiunto Forno parlando della credibilità delle dichiarazioni della marocchina Karima El Mahroug nella discussione dell'udienza preliminare a carico del consigliere regionale Nicole Minetti, del giornalista Emilio Fede e dell'agente dei vip Lele Mora per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile perché all'epoca dei fatti contestati El Mahroug aveva 17 anni. La discussione è stata trascritta e il verbale è stato depositato.
Un attimo prima, sempre davanti al gup Maria Grazia Domanico, il pm Antonio Sangermano aveva spiegato che per la procura il "fruitore finale" è il premier Silvio Berlusconi, parlando di "serate organizzate presso le residenze del presidente del Consiglio, onorevole Silvio Berlusconi, quale fruitore finale in questa ipotesi accusatoria".
Hanno le caratteristiche tipiche delle testimonianze di altri minorenni le dichiarazioni rilasciate agli inquirenti nel corso dell'inchiesta da Karima El Mahroug sulle serate di Arcore. Perché la marocchina soprannominata Ruby Rubacuori è "una ragazzina, un'adolescente estremamente sofferente, estremamente in difficoltà anche se "si è spesso sottolineato come l'aspetto della ragazza fosse quello di una persona di età ben superiore ai 17 anni", ha aggiunto Forno, secondo il quale "la lettura delle dichiarazioni di Ruby, in qualche modo, presenta le caratteristiche della rivelazione mascherata, e qui entrano in gioco proprio delle componenti squisitamente minorili, si è spesso sottolineato come l'aspetto della ragazza fosse quello di una persona di età ben superiore ai 17 anni, che risultavano anagraficamente. Per certi versi Ruby presenta anche delle connotazioni squisitamente minorili, chi ascolta la registrazione della prima audizione si rende conto che ci troviamo di fronte a una ragazzina, un'adolescente estremamente sofferente, estremamente in difficoltà, la quale, per altro, racconta una serie di fatti che sicuramente non sono la totalità di quello che lei ha intenzione di dire e che danno una connotazione inequivocabilmente sessuale del suo coinvolgimento. E cito un episodio per tutti, perché forse Ruby pensava che il racconto di quella serata che lei colloca correttamente questa volta, nella data del 14 febbraio 2010, non avesse una implicazione sessuale".



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