Ru486/ Stop al commercio della pillola abortiva. La decisione del Senato
![]() |
La Commissione Sanità del Senato
ha approvato a maggioranza la mozione presentata dal presidente Antonio Tomassini(Pdl) che chiede lo stop della procedura di commercializzazione della pillola abortiva Ru486, in attesa del parere del ministero sulla compatibilità con la legge 194. Contro ha votato il PD. Il ministro Sacconi: "La ricognizione da parte della commissione Sanità di quale sia la procedura corretta mi pare evidente. Richiede preventivamente il parere del governo e alla luce del parere del Governo una nuova delibera dell'Aifa. La delibera già adottata dall'Aifa secondo quella procedura è nulla perchè serve il parere preventivo del Governo".COME FUNZIONA - In particolare per l'assunzione della pillola deve essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, così come previsto dall'art. 8 della Legge n.194, dal momento dell'assunzione del farmaco sino alla certezza dell'avvenuta interruzione della gravidanza escludendo la possibilità che si verifichino successivi effetti teratogeni. La stessa legge n.194 prevede inoltre una stretta sorveglianza da parte del personale sanitario cui e' demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi, nonché l'attento monitoraggio del percorso abortivo onde ridurre al minimo le reazioni avverse (emorragie, infezioni ed eventi fatali)".
Quindi è detto che "ulteriori valutazioni sulla sicurezza del farmaco
hanno indotto il CdA a limitare l'utilizzo del farmaco entro la settima settimana di gestazione anziché la nona come invece avviene in gran parte d'Europa. Tra la settima e la nona settimana, infatti, si registra il maggior numero di eventi avversi e il maggior ricorso all'integrazione con la metodica chirurgica". Nella nota e' inoltre rilevato che il Consiglio di Amministrazione "si e' avvalso anche dei pareri forniti dal Consiglio Superiore di Sanita' e ha raccomandato ai medici la scrupolosa osservanza della legge. La decisione assunta dal CdA rispecchia il compito di tutela della salute del cittadino che deve essere posto al di sopra e al di la' delle convinzioni personali di ognuno pur essendo tutte meritevoli di rispetto.
LE MORTI SOSPETTE - Ventinove morti a fronte dei 16 decessi attribuiti ufficiosamente alla pillola abortiva Ru486. Rimane l'ombra, dopo questa decisione. A testimoniarlo un documento che la casa produttrice del farmaco, l'Exegyn, ha consegnato al Ministero della Salute che a sua volta lo ha girato all'Aifa, tuttavia di questo dato ''non c'è traccia nei verbali del comitato tecnico scientifico dell'Aifa e dell'Emea''. La conferma era arrivata dal sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, durante la presentazione della relazione annuale sull'attuazione della legge 194. Il dato relativo ai decessi pur essendo stato secretato per motivi di privacy dall'azienda era già circolato nelle scorse settimane.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















