Ru486/ Pillola abortiva, Silvio Garattini ad Affari. "Deve scegliere la donna"

Venerdì, 2 aprile 2010 - 10:22:00

Pillola abortiva, è scontro. I due neo governatori leghisti, Cota in Piemonte e Zaia in Veneto, prendono la prima decisione «politica» della loro amministrazione. Da entrambi arriva un netto no alla distribuzione della pillola. Anche se le competenze effettive delle Regioni in materia non sono ampie, anzi. Sul caso il quotidiano online Affaritaliani.it ha intervistato Silvio Garattini, farmacologo e direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano.

 

Professor Garattini, che cosa pensa della decisione dei due neo governatori leghisti Cota e Zaia di non distribuire la pillola negli ospedali di Piemonte e Veneto?
Mi pare sia una cosa incomprensibile perchè il prodotto è stato approvato dall'autorità regolatoria e la ditta ha diritto a metterlo in commercio e non mi pare sia possibile impedirne l'utilizzazione. A meno che non ci siano forti ragioni di tipo scientifico. Ma in questo caso bisogna aprire un arbitrato a livello europeo.
 
Ma l'Unione Europea pensa che il farmaco debba essere messo in commercio... 
Il prodotto in Francia è in commercio da vent'anni, come anche negli altri paesi europei. Non ci sono specifiche ragioni scientifiche per ritenere che ci sia una ragione per impedire l'utilizzazione. Tanto più che poi l'Aifa ha stabilito che vada commercializzato e che venga quindi seguita la legge 194.


Ma i due neogovernatori e il Papa parlano di banalizzazione dell'aborto. Che cosa ne pensa?
E' un problema ideologico, non scientifico. Questo è un farmaco che serve, entro le 7 settimane, a determinare l'aborto. Ha lo stesso effetto della chirurgia con la differenza che la chirurgia può essere prolungata nel tempo. Non vedo perchè in un modo possa essere permesso e in questo no.

Ma con la decisione di non usare la Ru486 si va contro la legge 194?
La legge è difficile da interpretare. E' stata fatta in un epoca in cui non c'era l'idea in cui ci potesse essere l'idea che si potesse creare un farmaco. Per cui è stata adattata alla situazione chirurgica.

Quindi andrebbe modificata?
Secondo me non c'è bisogno di modificarla. Bisogna usare il buonsenso. E' un trattamento che è stato approvato, e che è presente in tutto il mondo. E' una scelta che solo la donna può fare, dopo che è informata su tutto.

Con che metodi?
Va fatto in ospedale ma nessuno può obbligare una donna a rimanerci tre giorni. Si usano farmaci molto più tossici, ad esempio la chemioterapia.


Cosa pensa del monito del Papa e della posizione della Chiesa?
Il Papa ha il diritto e il dovere di parlare con i fedeli. Ma la popolazione italiana è costituita da molte culture.

E le parole dei governatori allora? 
Mi sembra una situazione anomala. Per bloccare qualcosa ci voglio delle buone ragioni. Non solo l'ideologia. E' un farmaco approvato. Nessuno obbliga ad usarlo. Insomma è una decisione che devono e possono prendere solo le donne.

Floriana Rullo

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