Ru486, ora tocca al cda dell'Aifa

Sabato, 28 novembre 2009 - 17:00:00

Il Consiglio di amministrazione dell'Aifa si riunirà entro brevissimo tempo, al massimo tra qualche giorno, in modo da rispondere alle richieste del ministro Sacconi. Lo ha detto all'Agi il presidente
dell'Agenzia italiana del farmaco Sergio Pecorelli dopo la lettera del ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali. "Il ricovero ospedaliero era gia' previsto nella nostra delibera di autorizzazione della Ru486 - ha sottolineato Pecorelli - per cui non credo che ci sia molto da modificare. Piuttosto dovremo specificare, in modo che non ci possano essere equivoci".

IL GOVERNO  -
pillola

La pillola RU486 deve essere somministrata solo in regime di ricovero ordinario
. E' quanto chiede il Ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali all'Agenzia italiana del farmaco. Secondo quanto apprende l'Agi, il ministro Sacconi ha firmato una richiesta al Consiglio di Amministrazione dell'Aifa di riconsiderare la delibera sulla base di quanto emerso dall'indagine della Commissione sanita' del Senato e quindi di aggiungere "solo con ricovero ordinario" per evitare che la pillola sia assunta al di fuori di quanto prescrive la legge 194.

Il ministro Sacconi ha successivamente reso noto i parere espresso all'Aifa: Il Consiglio di Amministrazione dell'Aifa - si legge nel documento - "valuti se sia necessario riconsiderare la delibera adottata al fine di garantire modalità certe di somministrazione del farmaco in questione onde evitare ogni possibile contrasto con la legge n.194 del 1978. Secondo il ministro, "la specialià Mifegyne, nota anche come pillola Ru486" puo' "essere utilizzata per uso abortivo, in compatibilità con la legge 194, solo se l'intera procedura abortiva, e fino all'accertamento dell'avvenuta espulsione dell'embrione, sia effettuata in regime di ricovero ordinario nelle strutture sanitarie indicate dall'art. 8 della suddetta legge".

"Ritengo anche necessaria - osserva Sacconi - una specifica sorveglianza da parte del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo, in particolare relativi alla eventuale richiesta di dimissioni anticipate della paziente. Considero inoltre necessario un attento monitoraggio del percorso abortivo in tutte le sue fasi, sia al fine di ridurre al minimo le reazioni avverse (effetti collaterali, emorragie, infezioni ed eventi fatali) sia per disporre di un rilevamento di dati di farmacovigilanza che consenta di verificare il rispetto della legge".

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