Rosarno/ Scontro diplomatico tra Italia e Egitto
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FRATTINI - "Pronto a parlare con egiziani". "Nessun tipo di violenza come quella che abbiamo visto per le strade di Rosarno può essere accettata" ha detto il ministro degli Esteri nella capitale della Mauritania, prima tappa della missione africana che lo porterà in sette Paesi del continente. A proposito di quella che il Cairo ha definito una campagna di odio e di discriminazione contro gli immigrati, il capo della Farnesina ha ricordato che "l'Egitto è un Paese amico" e ha anticipato che in occasione dell'incontro del 16 gennaio con il collega Aboul Gheit al Cairo "spiegherà agli egiziani, che come comunità emigrata rispettano d'abitudine la legge, che anche in Italia vogliamo che le leggi siano rispettate".
A Rosarno "non c'è nessuno sfondo religioso. Il problema delle minoranze arabe non è mai stato evocato" ha precisato Frattini. "Si trattava di casi di violenza normale cui le forze di polizia hanno dovuto reagire: violenze inaccettabili che non hanno niente a che fare con l'Egitto e con gli egiziani che, come comunità rispettano abitualmente le leggi italiane". '''Tutta l'Italia, credo tutta l'Europa, ha visto gente dare l'assalto alle case o sfondare e bruciare le macchine. Questo non c'entra assolutamente niente con motivazioni religiose: si tratta di una violenza inaccettabile che giustamente è stata respinta dalle forse di polizia", ha aggiunto.
IL MINISTRO EGIZIANO - Nel comunicato diffuso oggi al Cairo dal portavoce del ministero degli Esteri, si parla di "campagna di aggressione" da parte degli abitanti della cittadina calabrese, che - si sostiene - segue a "incidenti simili" avvenuti nei giorni scorsi in altre città italiane. Le organizzazioni internazionali per i diritti umani, si legge ancora nel comunicato, hanno segnalato negli ultimi tempi una crescita di questi episodi, in particolar modo di quelli "razzisti", e la condizione di disagio degli immigrati in Italia a causa delle "condizioni di detenzione, della violazione dei loro diritti economici e sociali e della pratica delle espulsioni coatte". Il Cairo si appella quindi alla comunità internazionale affinché intervenga sulla questione della "discriminazione religiosa, razziale e l'odio contro gli stranieri per evitare che questo tipo di incidenti si ripetano in futuro".
Pd: Frattini non risponda a Egitto come Maroni. "Mi auguro che il responsabile della Farnesina sappia trovare con il ministro degli Esteri egiziano un'altra spiegazione sulle 'violenze subite dagli immigrati e le minoranze arabe' a Rosarno rispetto a quella data agli italiani dal suo collega Maroni dichiarando che c'è stata 'troppa tolleranza'" dice il vicepresidente dei deputati Pd, Alessandro Maran. "L'Egitto - osserva Maran - ci chiede di prendere misure per la protezione delle minoranze e degli immigrati e il solo modo di farlo è per l'Italia promuovere l'integrazione di chi lavora da noi e per noi indipendentemente dall'etnia o dalla confessione a cui appartengano".
Maroni riferisce al Senato, manifestazione a piazza Navona. Nel pomeriggio il ministro dell'Interno Roberto Maroni riferirà al Senato sulla rivolta degli immigrati. Contemporaneamente in piazza Navona si terrà una manifestazione di protesta organizzata dalle associazioni antirazziste e dalle comunità migranti in solidarietà con gli immigrati di Rosarno. Manifestazione non autorizzata, precisa la Questura in una nota: "non è stato presentato nei termini di legge alcun preavviso in ordine a questa iniziativa che, pertanto, è priva di autorizzazione"
GLI ARRESTI- A Rosarno intanto sono state 17 le ordinanze di custodia cautelare contro altrettanti presunti affiliati alla cosca Bellocco della 'ndrangheta.
L’operazione viene condotta in collaborazione con la squadra mobile di Bologna è non ha nulla a che vedere con gli incidenti accaduti nei giorni scorsi a Rosarno legate alle presenze degli immigrati. Agli arrestati viene contestato il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Eseguito anche un sequestro di beni per alcune centinaia di migliaia di euro. L’operazione prende spunto da un’indagine della polizia che nel luglio scorso aveva portato all’esecuzione di alcuni fermi nei confronti di affiliati all’ ’ndrangheta che avevano realizzato una base operativa criminale a Bologna e in altri centri dell’Emilia Romagna.
Le indagini hanno accertato l’appartenenza degli indagati alla ndrangheta di Rosarno e in particolare all’associazione mafiosa dei Bellocco che esercita il potere criminale in quel comune e nel territorio della Piana di Gioia Tauro avvalendosi della forza di intimidazione che scaturisce dal vincolo associativo e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omertà che, da sempre, caratterizzano il territorio, attuando un capillare controllo di ogni aspetto della vita, specie pubblica ed economica, affermatasi nel corso del tempo. Tra i destinatari delle misure cautelari figura il boss detenuto Carmelo Bellocco, al quale viene contestato il ruolo di direzione dell’associazione, con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere, degli obiettivi da perseguire e delle vittime da colpire, impartendo direttive alle quali tutti gli altri associati danno attuazione.
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Nel corso dell’operazione la polizia ha proceduto al contestuale sequestro preventivo di beni mobili e immobili, attività commerciali, conti correnti, ditte individuali e societarie ed autovetture per un valore complessivo di svariati milioni di euro.
LA PROTESTA- Si terrà questo pomeriggio alle 16.30, in piazza Navona davanti al Senato, una manifestazione di protesta organizzata dalle associazioni antirazziste e dalle comunita' migranti in solidarieta' con gli immigrati protagonisti degli scontri di Rosarno nei giorni scorsi. In contemporanea con l'audizione del ministro degli Interni, Roberto Maroni, verranno distribuite 'arance insanguinate'. E' quanto si legge in una nota di Sinistra Ecologia e Liberta', che annuncia la sua adesione all'iniziativa. Le arance "saranno quelle di Rosarno, che narrano la storia di quei migranti considerati dalla malavita merce da sfruttare, una comunita' di invisibili cui e' stato sottratto il diritto alla vita. Vi e' il bisogno di raccontare, sfatando anche un'opinione pubblica che troppe volte strumentalizza o riduce a stereotipi la rivendicazione di persone che denunciano la loro condizione di schiavitu', che Rosarno e' solo la punta di un iceberg di una gomorra infernale che attraversa tutto il nostro Paese e che he riguarda la politica, le istituzioni, la malavita, pezzi interi di societa' italiana".
Sel chiede dunque al Governo "di non cadere nella demagogia delle operazioni simboliche e inefficaci, come le inumane espulsioni di massa, ma di attuare un'azione concreta che investa la complessita' del problema, che si puo' risolvere solo con il coinvolgimento di tutte le forze democratiche del Paese, con la lotta senza quartiere al lavoro nero e alle mafie, con misure che fronteggino lo sfruttamento nei campi agricoli, con il permesso di soggiorno- conclude la nota- per coloro che vengono sfruttati e ridotti in schiavitu', con un piano concreto di accoglienza".



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