Il Vaticano parla di 'grave sfruttamento' a Rosarno

Sabato, 9 gennaio 2010 - 08:40:00


Si rialza la tensione a Rosarno dopo gli scontri fra polizia, extracomunitari e cittadini. In mattinata, a Gioia Tauro, un immigrato è stato ferito da colpi di fucile caricato a pallini, mentre un altro è ricoverato in ospedale in codice rosso (anche se non ci sono ancora particolari). Scene di guerriglia urbana che nascono dopo il ferimento di due immigrati a colpi di carabina ad aria compressa. Un'aggressione che ha fatto esplodere la rabbia delle centinaia di immigrati che vivono in zona e la reazione dei cittadini di Rosarno. Una vicenda seguita minuto per minuto anche dal quotidiano di cronaca locale onlineStrill.it.
 
Il bilancio degli scontri è pesante: secondo fonti investigative, sarebbero finora 66 (una trentina di extracomunitari di cui uno aggredito stanotte, 17 abitanti del posto e 19 appartenenti alle forze di polizia). Il clima, dunque, resta teso. "La gente di Rosarno, che si fronteggia con gli immigrati, non è tutta rappresentata nel cosiddetto comitato dei cittadini, "c'è anche qualcos'altro, qualcosa che sfugge al controllo" dice il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta. Mentre il segretario di stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, fa appello alla cessazione della violenza e denuncia le "gravi condizioni di lavoro" alle quali sono sottoposti gli immigrati.

E' stato effettuato nella notte il trasferimento di circa 250 immigrati dalla ex cartiera "La Rognetta" di Rosarno verso i centri d'accoglienza di Crotone e Siderno. Tranquilla la situazione nell'ex "Opera Sila", l'altra struttura a metà strada tra Rosarno e Gioia Tauro, dove sono ospitati altri immigrati. All'interno vi sarebbero tra le 500 e le 600 persone. Anche queste stanno per essere trasferite. Anche se alcuni temono di essere rimpatriati. "Nessuno degli immigrati che sono stati portati o stanno per essere trasferiti da Rosarno nel Cpa di Isola Capo Rizzuto sarà espulso, neppure quelli irregolari" dice il referente di Libera della Piana di Gioia Tauro, don Pino Demasi. E anche la Questura conferma: nel centro di accoglienza ognuno è libero di andarsene, non saranno chiesti documenti.

Un centinaio di persone, invece, ha già lasciato spontaneamente l'accampamento. Alcuni si sono allontanati con mezzi propri, altri a piedi verso la stazione ferroviaria. "Restare è impossibile, ce ne andiamo e, almeno io, per non tornare mai più" dice Peter, 30 anni, ghanese - La reazione da parte di qualcuno di noi è stata sproporzionata, ma ci hanno sparato addosso e questo non è tollerabile. Ci dispiace perchè qui c'è il lavoro e avanziamo ancora dei soldi, ma la gente ci è troppo ostile e le violenze contro di noi sono state troppo gravi".

Resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale. Queste le accuse per il quale è stato fermato Antonio Bellocco, 29 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sarebbe coinvolto nei disordini. Bellocco è il figlio di un parente di un capo cosca della 'ndrangheta di un clan molto noto nella piana di gioia tauro. Nel frattempo è stata tolta l'occupazione che una decina di abitanti di Rosarno stavano attuando nel comune per chiedere l'allontanamento degli immigrati che vivono nel paese. Una decisione presa dopo l'inizio dei trasferimenti che porteranno, entro 48 ore, all'allontanamento di tutti gli immigrati da Rosarno. Stamattina sono state riaperte le attività commerciali e le scuole.

A Reggio Calabria, intanto, si è insediata la task force ministeriale incaricata dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di individuare le soluzioni necessarie per superare le tensioni e arginare le violenze.


La voce a cittadini e immigrati. IL VIDEO

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