Roma/ Altro che seggi. I romani vanno tutti al mare.... Il fotoreportage
Altro che seggi, i romani domenica sono andanti al mare. Fregane, Ostia e Capocotta: più che il 28 marzo con il primo vero sole a scaldare l’aria, la giornata sembrava una prova tecnica di esodo pasquale, con presenze stimate nella sola Ostia a 50 mila persone e ristoranti presi d’assalto e l’immancabile doppia fila, aggravata dall’assenza dei vigili urbani, cooptati per supplire alla morìa dei presidenti di seggio.
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Il traffico. Intenso sin dalle prime ore, sospinto dall’ora legale che ha tirato giù dal letto parecchie persone. In coda sulla via Aurelia verso Fregane; in fila sulla Cristoforo Colombo verso Ostia. Sulla litoranea Ostia-Fregene è tornata la doppia fila, come nelle migliori domeniche di giugno e luglio. E poi la drammatica via Pontina, quella che porta a Sabaudia e San Felice Circeo, al centro della battaglia elettorale per essere trasformato in autostradina ma ora solo devastata dai cantieri per la “messa in sicurezza”.
Il sole. Velato e tiepido al mattina, ha ritrovato vigore nelle ore centrali, tanto da spingere un manipolo a tentare l’avventura in acqua.
La spiaggia. Ostia prende la sufficienza, Fregane pure, il caos è a Capocotta. In quei pochi chilometri di dune e macchia mediterranea, costrette tra il mare e la tenuta del presidente della Repubblica, la discarica è servita. Bottiglie, giornali, profilattici abbandonati, giornali, pini marittimi trascinati dalla piena del Tevere in mare aperto e poi riportati dalla corrente ad almeno 15 chilometri dalla foce. Ma anche pattini sopravvissuti malamente all’inverno, carcasse di trattori e pesci morti. Capocotta è un po’ il simbolo della nuova Roma che concepisce la spiaggia come luogo attrezzato e a pagamento e dimentica l’essenza della natura. Il mare allora si prende la rivincita e cancella venti metri nella zona del Mediterranea; praticamente tutta la spiaggia laddove c’era l’Oasi Naturalista, regno dei nudisti e delle famiglie che non possono permettersi 50 euro per una giornata al mare. I cinque storici chioschi sulla spiaggia sono ridotti ai minimi termini e mentre il Comune per bocca dell’assessore Davide Bordoni promette stanziamenti e ruspe per ripristinare la spiaggia, il WWF lancia l’allarme: per salvare il patrimonio naturale, si dovrebbe chiudere l’accesso.
Di Fabio Carosi



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