Riina indagato per la strage del treno 904
Totò Riina, boss della mafia corleonese, fu il mandante della strage del rapido 904 del dicembre 1984 nella quale morirono 15 persone. A sostenerlo è un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha chiesto e ottenuto un'ordinanza di custodia cautelare per Riina, notificata oggi dal Ros dei carabinieri. Per questa azione, sostengono i magistrati napoletani, l'esplosivo usato è lo stesso impiegato in via D'Amelio per uccidere il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta Per questa strage la quinta sezione della Cassazione, dopo un travagliato iter processuale che vide anche un annullamento di sentenza da parte della prima sezione della stessa Corte presieduta da Corrado Carnevale nel 1991, confermò il 24 novembre 1994 le condanne all'ergastolo per il boss mafioso Pippo Calo', considerato il mandante, e Guido Cercola, ma anche la matrice "terroristica-mafiosa" di quanto accadde il 23 dicembre del 1984.
Tra le pene inflitte, anche tre anni al boss di camorra Giuseppe Misso per detenzione di esplosivo. Esplosivo, come indico' un procedimento nato da uno stralcio dell'inchiesta condotta da Pier Luigi Vigna, consegnato a Misso dall'allora parlamentare del Msi Massimo Abbatangelo, assolto dal reato di strage ma condannato a sei anni a febbraio nel 1994 dalla Corte di Assise di Appello di Firenze. L'attentato avvenne alle 19.08 dell'antivigilia di Natale sul rapido 904 Napoli-Milano che percorreva la direttissima in direzione Nord all'interno del tunnel della grande galleria dell'Appennino in localita' Vernio.
L'esplosivo era stato collocato sul portabagagli della nona carrozza di II classe, probabilmente durante la sosta nella stazione di Firenze. Parte dell'esplosivo utilizzato per la strage del rapido 904 Napoli - Milano e' stato trasportato dalla stazione di Napoli centrale e non collocato tutto a Firenze, come si era sempre ritenuto. E' quanto emerge dall'inchiesta condotta dai sostituti della Dda napoletana Paolo Itri e Sergio D'Amato sull'attentato che ha visto gia' condannato come mandante Pippo Calo' e che vede oggi notificato un nuovo provvedimento cautelare a Toto' Riina. Le nuove indagini sono state avviate dalle dichiarazioni di alcuni pentiti che chiamano in causa affiliati al clan Misso, all'epoca attivo tra il rione Sanita' e Forcella, nel cuore di Napoli, proprio per portare sul treno l'esplosivo.
Per la strage fu utilizzato il Semtex H, derivante da un'unica fornitura di armi e materiale esplodente negli anni '80 destinata alla mafia siciliana. Parte di questa fornitura fu rinvenuta nel febbraio 1996 in contrada Gambascio a San Giuseppe Jato dalla Direzione investigativa antimafia di Palermo. Anche a Rieti, nel maggio 1985, in un casale, fu ritrovato quello stesso tipo di Semtex H nella disponibilita' di Calo'. Sul rapido 904, poi, quel Semtex fu miscelato con pentrite e T4 come nella strage di via D'Amelio.



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