Università, la riforma Gelmini è legge

Giovedì, 23 dicembre 2010 - 16:45:00

LA CRONACA

Le tappe dell'approvazione- GUARDA I VIDEO

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L'aula del Senato ha dato il via libera definitivo alla riforma dell'universita'. Il ddl Gelmini e' stato approvato con 161 si', 98 no e 6 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Hanno votato contro Pd e Idv. Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. "Questo risultato e' frutto di un grande lavoro di squadra", ha detto il ministro Mariastella Gelmini che sottolinea "il grande senso di responsabilita' del gruppo di Futuro e Liberta'".

LA SCHEDA - I PUNTI CHIAVE DEL DDL 

Nuove regole per il reclutamento di professori e ricercatori. Un unico mandato (non rinnovabile) di 6 anni per i rettori che, se inadeguati, potranno essere sfiduciati dal Senato accademico. E ancora: l'adozione di un codice etico; un fondo per premiare gli studenti meritevoli e i prof migliori; netta distinzione tra Senato accademico e Consiglio di amministrazione; riduzione del numero delle facolta' (al massimo 12); norme 'anti-parentopoli'; risorse distribuite agli atenei in base alla qualita' della ricerca e della didattica (se saranno gestite male riceveranno meno soldi) e commissariamento per quelli in dissesto finanziario. Sono questi i punti chiave del ddl Gelmini di riforma dell'universita' che oggi ha avuto il via libera definitivo del Senato. Entro sei mesi dall'approvazione del provvedimento le universita' dovranno approvare statuti con queste caratteristiche.

Queste le principali novita' della riforma Gelmini:

- CODICE ETICO: Ci sara' un codice etico per evitare incompatibilita' e conflitti di interessi legati a parentele. Alle universita' che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.

- RECLUTAMENTO PROFESSORI: Per il reclutamento si introduce l'abilitazione nazionale sia per chi vuole diventare associato sia per chi vuole diventare ordinario. L'abilitazione sara' attribuita da una commissione nazionale i cui membri sono scelti tramite sorteggio, sulla base di specifici parametri di qualita' fissati dall'ANVUR (Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, ente pubblico vigilato dal ministero dell'Istruzione). I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole universita', cui potranno accedere solo gli abilitati. La chiamata attraverso selezioni indette dagli atenei, basate sulla valutazione di pubblicazioni e curriculum. Gli ordinari andranno in pensione a 70 anni, gli associati a 68.

- RICERCATORI: Non saranno piu' a tempo indeterminato. Viene introdotto il cosiddetto sistema di 'tenure-track': in pratica per i ricercatori ci saranno nuovi contratti a tempo determinato (minimo 3, massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali, al termine dei quali se il ricercatore sara' ritenuto valido dall'ateneo sara' confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario, terminera' il rapporto con l'universita' maturando pero' dei titoli utili per i concorsi pubblici. Secondo il ministero, "il ddl abbassa l'eta' in cui si entra di ruolo da 36 a 30 anni con lo stipendio che passa da 1.300 a 2.100 euro". Previsto un piano di assunzioni di 1.500 associati all'anno per tre anni. Nel concorso da ricercatori arriva l'obbligo di una prova di lingua straniera.

- NORME 'ANTI-PARENTOPOLI': Non possono essere chiamati da un ateneo come professori coloro che hanno "parenti e affini" fino al "quarto grado compreso" con un professore che appartiene al dipartimento o alla struttura che bandisce il posto. Tra l'altro, non possono essere chiamati ad insegnare in un ateneo coloro che sono parenti del "rettore, del direttore generale o di un consigliere di amministrazione".

- SCATTI DI STIPENDIO: previsti scatti meritocratici di stipendio per professori associati e ricercatori (che erano stati cancellati dalla manovra di Tremonti). Ci sono 18 milioni per il 2011, 50 per il 2012 e altrettanti per il 2013. Gli scatti vanno solo ai prof migliori: in caso di valutazione negativa, si perde lo scatto di stipendio e non si puo' partecipare come commissari ai concorsi.

- OBBLIGO PRESENZA DOCENTI: I docenti avranno l'obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga il problema delle assenze dei professori negli atenei. I docenti a tempo pieno dovranno dedicare al complesso delle attivita' didattiche, di ricerca e di gestione, 1.500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attivita' di docenza e servizio per gli studenti. Sono disciplinate le incompatibilita'.

- RICERCATORI IN CATTEDRA: I ricercatori dovranno riservare 500 ore all'insegnamento integrativo e ai servizi per gli studenti. Le modalita' vengono decise dagli atenei. Revisione degli assegni di ricerca con un aumento degli importi e abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti. - RETTORI: I rettori potranno rimanere in carica un solo mandato, per un massimo di 6 anni. Il rettore deve rappresentare l'accademia nel suo complesso, percio' e' eletto fra i professori ordinari. Se il rettore non ha amministrato in modo adeguato l'ateneo, puo' essere sfiduciato dal Senato accademico con una maggioranza di almeno due terzi.

- AL MASSIMO 12 FACOLTA' PER ATENEO: Le facolta' potranno essere al massimo 12 per ateneo e i settori scientifico-disciplinari, attualmente 370, saranno dimezzati. Ci sara' la possibilita' di unire o federare universita' vicine (di norma in ambito regionale) per abbattere i costi.

- UNIVERSITA' VIRTUOSE: Le universita' che hanno conseguito stabilita' e sostenibilita' del bilancio, nonche' risultati di elevato livello nel campo della didattica e della ricerca, potranno sperimentare propri modelli funzionali e organizzativi, comprese diverse modalita' di composizione e costituzione degli organi di governo. In base ai risultati conseguiti, quindi, avranno piu' fondi. Anche gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sara' determinante per l'attribuzione dei fondi da parte del ministero. Gli atenei in dissesto finanziario, invece, saranno commissariati.

- RUOLO CDA E SENATO ACCADEMICO: Distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Consiglio di amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione. Il Cda avra' un massimo di 3 componenti esterni se i membri sono 11 (2 se sono meno di 11), rappresentanti per lo piu' del mondo delle imprese. Si aggiungono poi i rappresentanti degli studenti. Il Senato avanzera' proposte di carattere scientifico, ma sara' il Cda ad avere la responsabilita' chiara delle assunzioni e delle spese, e decidera' anche sull'attivazione o soppressione di sedi e di corsi di studio; potra' adottare provvedimenti disciplinari su professori e ricercatori. Il presidente del Cda potra' essere esterno.

- FONDO PER IL MERITO STUDENTI: Sara' costituto un Fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e gestire su base uniforme, con tassi molto bassi, prestiti d'onore. Le borse di studio vengono assegnate per concorso: chi vorra' accedere dovra' superare un test. La Lega ha vincolato il 10% delle borse di studio erogate dalle regioni agli studenti residenti.

- MOBILITA' DEL PERSONALE: Sara' favorita la mobilita' all'interno degli atenei ed e' prevista la possibilita' per chi lavora all'universita' di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.

 

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