Rifiuti/ Nicola Angrisano, regista: "Napoli? E' sempre in emergenza. Ma è una crisi che piace alla Camorra perché porta denaro"

Martedì, 21 luglio 2009 - 16:27:00

Rifiuti Dave Chameides (7)

Rifiuti, inquinamento e montagne di spazzatura. Cattedrali di rifiuti e cumuli di cosiddette ecoballe dalla cui apertura si disperdono liquami pericolosi. Dove la camorra accampa diritti e nessun controllo viene fatto. La Campania è la 'regina della munnezza'.

Un triste primato  raccontato da un video, completamente autoprodotto, da InsuTv, la prima telestreet no profit nel Sud Italia. Dal primo commissariamento, da Rastrelli a Bassolino, alla grave crisi del 2008. Fino ai giorni nostri, a quando Berlusconi ha risolto l'emergenza con la costruzione di un nuovo inceneritore. Affaritaliani ha intervistato Nicola Agrisano, regista del documentario inchiesta "Una montagna di balle" per capire che cosa si nasconde dietro un'emergenza che ha tutta  l'aria di essere una strategia per accumulare profitti? "Una montagna di balle" appunto.

 

Nicola Agrisano avete girato un filmato che documenta l'emergenza rifiuti a Napoli. Che cosa vi ha spinto a raccogliere sei anni di testimonianze e ad approfondire il problema rifiuti?
La motivazione è che siamo tutti di Napoli e che abbiamo vissuto sulla nostra pelle la questione delle emergenze. Fondamentalmente è la stessa che ci ha portato a creare insu.tv che trasmette da 5 anni nel centro di Napoli. Il nostro obbiettivo è quello di fare breccia tra le versioni ufficiali. Che dipingevano i napolitani che si opponevano come camorristi, mentre le forze dell'ordine facevano quello che non dovevano fare. Tutto nasce dal terremoto dell'Irpinia, ricostruzione, buche della camorra inutili. Ma poteva esserci la spazzatura, ricoperte di legale e illegale. Negli impianti usciva più roba di ciò che entrava.

 

Ma, dopo questo documentario, a che conclusione siete arrivati ?
A differenza dei lavori precedenti abbiamo cercato di ricostruire la trama che lega imprese private, pubbliche amministrazioni e banche. E ovviamente tutti gli interessi che stavano in piedi intorno alla questione rifiuti. Abbiamo sentito esperti e abbiamo cercato di districare la situazione.

E quindi...
Ciò che è uscito è tutto un interesse economico, che ha fatto crescere l'emergenza. Tutto ciò che insomma si trova nelle intercettazioni telefoniche e nelle indagini. Sostanzialmente il nodo è stato il problema dell'ecoballe e dell'incenerimento. Cioè tutto ciò che è stato fatto in barba a tutte le leggi europee, alle indicazioni del governo e alle precise leggi che indicavano come dovessero essere fatte le gare d'appalto per la costruzione degli inceneritori e per la gestione dei rifiuti.


Ci faccia degli esempi...
Una lobby sicuramente è quella di Impregilo, per intenderci quella che ha costruito l'ospedale di L'Aquila che con il terremoto è crollato, e che adesso sta ricostruendo gli edifici pubblici dell'Abruzzo.


Ma ci sono stati dei problemi di gestione anche politica...
Certo, partendo dalle prime indicazioni, prima di Napolitano e poi di Ronchi, su come dovevano essere fatti gli appalti e come dovevano essere gestiti i rifiuti. Per cui per esempio si indicava che si poteva gestire un inceneritore ma che ne veniva pagato solo il 30 per cento dei rifiuti con i cip6.

Parla di Cip6 e di finanziamenti statali che cosa sono?
C'è una legge passata con il primo governo Prodi (96) che stabiliva che una percentuale pari al 7% della bolletta elettrica pagata dai contribuenti andava speso per energie rinnovabili. Ma dopo la caduta del governo Prodi Berlusconi aggiunse nella legge due parole: rinnovabili e autorinnovabii. Con questa aggiunta è successo però che i fondi del cip6, una marea di miliardi, sono andati a finanziare anche le energie autoalimentanti. Che sono in parole povere inceneritori e gasometri.

Quanto si guadagna da un inceneritore?
Bisogna considerare che un inceneritore non ha potere economico reale. Tra conti di manutenzione, di gestione e soprattutto per far bruciare la spazzatura. Non si ha un ritorno economico. Nella spazzatura ci sono materiali vari e diversificati e un inceneritore consuma più di ciò che produce. Però succede che la quantità di energia prodotta viene pagata a parte dello stato con i Cip6. Questo comporta un enorme guadagno. E quindi vuol dire che da un inceneritore si guadagna molto. Di più dei soldi che si spendono per farlo funzionare. E si guadagna solo perchè lo Stato te li paga quei soldi e non perchè funzioni e produca reddito. L'energia prodotta è in passivo. Però con il cip6 il guadagno è altissimo.

Ma cosa si brucia negli inceneritori?
Le ecoballe. Sempre l'ordinanza Napolitano, su cui si doveva fare la gara d'appalto che è stata impostata da Rastelli e conclusa da bBassolino (al massimo il 30 per cento finanziata dal cip6), prevedeva che tutte le ecoballe che venivano prodotte, da quando partiva la legge e quando veniva vinto l'appalto a quando l'nceneritore fosse stato attivo, dovevano essere smaltite al di fuori dalla regione Campania.

Come funziona...
Le ecoballe passano all'interno di un combustibile da rifiuti (cdr), che deve differenziare la spazzatura. Quello che avanza diventare un compost e deve essere bruciato. Ma questi procedimenti in Campania non hanno mai funzionato perchè portavano ad una bassa produzione di ecoballe. Qui al contrario hanno sempre ammucchiato rifiuti per produrre ecoballe, perchè portavano più soldi. Ma questi non potevano essere bruciate al di fuori perchè non erano a norma e nessuno l'avrebbe accettate.


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