Emergenza rifiuti, ecco i frutti deformi di Terzigno

Venerdì, 5 novembre 2010 - 20:35:00

Emergenza rifiuti, contratto fantasma dietro lo scandalo. L'intervista. LE CARTE

L'INCHIESTA

Altro che Napoli, la vera montagna è quella dei rifiuti "speciali"

Continuano le proteste ai siti delle discariche di Terzigno. Un gruppo di giovani ha bloccato il traffico lungo la strada che da via Santa Maria a Cubito porta al sito di stoccaggio dell'ecoballe a Taverna del Re, alla periferia di Giugliano. Protagonisti del gesto sono alcuni giovani, volti nuovi della protesta, che molto probabilmente non hanno nulla a che fare con i Comitati che da oltre sette giorni animano la protesta contro l'ordinanza del presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, con la quale è stata disposta la riapertura del sito. È bastato che si muovessero una decina di poliziotti che i giovani che hanno bloccato la circolazione lungo la strada tra Ischitella conduce a Taverna del Re, si dessero alla fuga precipitosamente. Sono stati gli stessi poliziotti a liberare la sede stradale dai copertoni e dai rami d'albero gettati dai giovani, che non hanno a nulla che fare con i comitati che stanno animando la protesta contro la riapertura del sito di stoccaggio.


limoni

INCHIESTA- La Procura indaga sulla riapertura del sito di Taverna del Re a Giugliano. I magistrati del pool Ecologia coordinato dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara hanno acquisito i resoconti di stampa pubblicati nei giorni scorsi e hanno deciso di aprire un nuovo capitolo investigativo che sarà sviluppato all'interno del fascicolo aperto nei giorni scorsi sul funzionamento del termovalorizzatore di Acerra al quale stanno lavorando i pm Federico Bisceglia e Maurizio De Marco. Su Taverna del Re, le verifiche affidate ai carabinieri del Noe prenderanno in esame due filoni. Innanzitutto le ragioni che hanno portato a riaprire, con un'ordinanza firmata nei giorni scorsi dal presidente della Provincia Luigi Cesaro, la piazzola di trasferenza del sito di Giugliano per raccogliere dieci tonnellate di rifiuti. L'ordinanza sarà presumibilmente acquisita nelle prossime ore.

L'altro versante di accertamenti riguarderà quantità e qualità del materiale trasportato a Taverna del Re e la sua compatibilità con le disposizioni normative. Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato, il procedimento presenta per ora carattere "conoscitivo". Stesso discorso per l'istruttoria sul funzionamento del termovalorizzatore che sta andando avanti speditamente. I pm Bisceglia e De Marco hanno già ascoltato a Palazzo di Giustizia numerosi testimoni, principalmente tecnici, e sono intenzionati ad approfondire tutti gli aspetti relativi all'impianto di Acerra. Dalle prime ricognizioni non sembrano essere emerse criticità ma solo nei prossimi giorni sarà possibile ricostruire un quadro dettagliato e attendibile della situazione.

A quasi un mese dall'esplosione della nuova emergenza rifiuti, sono dunque due le inchieste principali avviate dalla Procura. Oltre al fascicolo su Acerra e Taverna del Re affidato al pool Ecologia, è in pieno svolgimento l'indagine del pool anticamorra sul sospetto di infiltrazioni della criminalità organizzata nella rivolta contro la discarica di Terzigno. Al lavoro ci sono i pm Maria Di Mauro, Pierpaolo Filippelli e Gianfranco Scarfò, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo. All'attenzione dei magistrati ci sono due dettagliate informative, una dei carabinieri, l'altra redatta dalla squadra mobile diretta dal vice questore Vittorio Pisani, che ricostruiscono lo scenario nel quale potrebbero essere maturati i presunti tentativi (sin qui sempre negati dai comitati di cittadini) della camorra di cavalcare la protesta di piazza.

FRUTTI DELLA VERGOGNA- La discarica di Terzigno dà i suoi primi frutti. Un frutto deforme, un aborto di limone raccolto nelle campagne vicino al sito della discarica Sani. E ora la foto dell'agrume sta facendo il giro del web. Il frutto, ora in mano di un biologo universitario, che lo sta analizzando per capire le ragioni per le quali si è trasformato in un mostro. Se questo è un limone..», dice, sconsolata, una avvocatessa dei comitati antidiscarica di Terzigno, Maria Rosaria Esposito, pubblicando sul web le foto di un qualcosa che somiglia vagamente al frutto, colto a due passi di casa, dall'albero del giardino di sua madre. Secondo i membri dei movimenti anti - discarica , il mostro non è altro che la prova inconfutabile e terribile della natura che si ribella, che non accetta compromessi, non si fa comprare dal vile denaro, cerca di sopravvivere al suo nemico. L'uomo". Per il momentoperò si sa solo che questo strano esemplare deforme e bitorzoluto è finito al centro d un convegno organizzato a Terzigno alla presenza dell'Associazione Medici per l'Ambiente.

Scrive sul suo blog la rappresentante legale dei comitati di Terzigno, Esposito: «Viene spontaneo pensare al libro di Primo Levi, guardando un aborto di agrume che niente più ha della forma e del profumo di un limone. E’ nato a Terzigno, in una strada qualsiasi, al civico 29, io abito al 31. La prova inconfutabile e terribile della natura che si ribella, che non accetta compromessi, non si fa comprare dal vile denaro, cerca di sopravvivere al suo nemico. L'uomo”. E con l’osservazione del povero limone è finito ieri notte un convegno organizzato nella sala consiliare del Comune vesuviano con l'Isde, l’associazione Medici per l'Ambiente, sulle malattie da inquinamento.

Infine, i cittadini vesuviani stanno raccogliendo firme su una maxi-denuncia contro tutte le istituzioni preposte alla tutela della salute per “condotta omissiva” rispetto alle analisi delle falde acquifere a ridosso della discarica ex Sari, protocollate già nel luglio scorso – ma i pozzi sono stati vietati con ordinanza sindacale soltanto dieci giorni fa – che rivelano concentrazioni abnormi di metalli pesanti e Pcb diossino simili nonché di cadmio e zinco in misure anche maggiori dei riscontri per gli stessi minerali nel percolato della discarica. Il protocollo ad uso delle autorità è di luglio ma i campionamenti risalgono al periodo ottobre 2009-maggio 2010. Sotto la Sari dell’emergenza del 2007 c’era un’altra Sari che ha ospitato già senza alcuna impermeabilizzazione rifiuti tossici dal ’96. E non è la sola discarica tossica in zona.

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