"Me ne vado dall'Italia, qui la ricerca è malata"
"Caro presidente Napolitano, vado via con l'intento di chiedere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinunciando ad essere italiana", perchè "la ricerca in questo Paese è ammalata". A parlare è Rita Clementi, medico ricercatore precario di 47 anni, che in una lettera al Presidente della Repubblica denuncia il "sistema antimeritocratico" che vige in Italia. 
Rita Clementi
Nella missiva pubblicata dal Corriere della Sera, Clementi afferma che "chi fa ricerca da precario non può solo contare sui risultati che ottiene, poichè in Italia la benevolenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro".
Per la ricercatrice, che ha scoperto l'origine genetica di alcune forme di linfoma maligno e che dal prossimo mercoledì lavorerà in un noto centro medico di Boston, incrementare gli stanziamenti in favore della ricerca "non è sufficiente. Se il malcostume non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano la Università e gli enti di ricerca come feudo privato e che così facendo distruggono la ricerca".



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