Ora il boss Graviano non è più isolato
Sabato, 2 gennaio 2010 - 09:58:00
"Giuseppe Graviano era e resta al 41 bis, così come aggravato a partire dall'8 agosto, nel regime del carcere duro". Lo dichiara il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, chiarendo che "le questioni sulle quali si sono pronunciati i magistrati riguardano invece la piena ed esclusiva competenza della magistratura stessa".
Graviano continua ad essere regolarmente sottoposto al regime di carcere duro del 41 bis, che e' cosa ben diversa dall'isolamento diurno, previsto per chiunque abbia condanne all'ergastolo (anche se non legate a fatti di mafia) e che vieta solo di avere contatti con altri detenuti durante il giorno. Il cosiddetto 41 bis e' invece la particolare situazione cui sono sottoposti i boss detenuti, per impedire loro di avere contatti con l'esterno. Tra le imposizioni ai capi di Cosa Nostra il vetro blindato per parlare con i parenti, l'impossibilita' di toccare i figli minorenni, la limitazione nelle visite e nei colloqui anche con gli avvocati, la censura sulla posta e limiti anche nei pacchi da e verso l'esterno.
Il 41 bis e' tra l'altro illimitato e non sottoposto al tetto massimo dei tre anni. Con la revoca dell'isolamento diurno Graviano potra' fare la cosiddetta socializzazione e non restare da solo di giorno. L'udienza per la revoca si era tenuta il 16 dicembre e la decisione del collegio presieduto da Adalberto Battaglia, a latere Alfredo Montalto, era stata presa subito dopo Natale. La notizia era stata pubblicata tre giorni fa dal Giornale di Sicilia. Giuseppe Graviano, capomafia di Brancaccio, e' stato condannato all'ergastolo come organizzatore delle stragi del '93 a Roma, Firenze e Milano, dov'era stato arrestato assieme al fratello Filippo. L'11 dicembre scorso entrambi erano apparsi, collegati in videoconferenza, davanti alla Corte di Appello di Palermo che sta processando per concorso esterno in associazione mafiosa il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado a 9 anni. I due Graviano erano stati citati per confermare le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza sui loro presunti rapporti con il senatore. Filippo Graviano aveva seccamente smentito Spatuzza, mentre Giuseppe Graviano si era avvalso della facolta' di non rispondere, lamentando di non essere in grado di sostenere un interrogatorio a causa dei suoi problemi di salute.



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