Poveri da morire
Di Giuseppe Morello
| Milano/ Vende rene su E Bay. La donna ad Affari: "Devo pagare i debiti" |
Mutilarsi il corpo per continuare a vivere, togliersi un pezzo per far sopravvivere gli altri. Normalmente si fa così con organi in cancrena: si sacrifica una parte per il tutto. Pare che lo facciano volontariamente anche alcuni insetti, per necessità o per ragioni rituali. Ma non c’è niente di più triste di una persona che rinuncia a un pezzo del suo corpo per pagare i debiti, per far fronte alle normali necessità della vita, quelle che non richiedono un rene come quello che la signora Beatrice di Cernusco sul Naviglio ha messo all’asta su e-Bay, ma semplicemente un lavoro dignitoso e uno stipendio.
La disperazione della 41enne di cui raccontiamo la storia su Affari Italiani.it è cupa come quella di chi prima di lei ha percorso la strada del vendere se stessi, in blocco o a pezzi, una specie di prostituzione biologica. Una nuova frontiera dell’e-commerce che in alcuni siti ha addirittura una sezione specializzata che però non odora di modernità e bit, ma solo di angoscia e sconforto.
Un segmento della rete dove si raccolgono quelli che potremmo definire gli “organari” in analogia con i proletari chiamati così perché dispongono come unica risorsa della prole. Si tratta di persone messe in ginocchio da disgrazie o dalla crisi, magari finite in mano agli strozzini, spiazzate e senza sicurezze, che trovano il coraggio (e ce ne vuole) per scrivere un annuncio che spesso è disperato e grottesco, come quelli di chi garantisce sulla qualità dell’organo, dimenticando poi che si tratta di una pratica illegale oltre che rischiosa, in cui si può incrociare anche la malavita. È mai possibile che non esista altro modo per aiutare queste persone a tirare a campare?
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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