Hanno provocato morti e incidenti. Ma sono liberi. L'indagine
Che cosa succede ai pirati della strada che hanno provocato i più gravi incidenti degli ultimi due anni? Si scopre, da un'indagine di Quattroruote che Marco Trabucchi, accusato di aver provocato uno scontro fra un tram e un autobus davanti a Palazzo di Giustizia di Milano (un morto), può circolare liberamente (il processo non è neppure entrato nel vivo del dibattimento) perché la patente gli è già stata restituita.
E sono liberi - fra poco potranno tornare a guidare, al termine di un anno di sospensione della patente - anche Pier Francesco Milani, che nell'hinterland milanese investì un gruppo di gitanti uccidendone due, e Bruno Radosavijevic, il croato che alla periferia di Roma travolse undici persone alla fermata dell'autobus ferendone gravemente tre. I due "pirati" erano stati condannati, rispettivamente, a due anni e mezzo e tre anni per omicidio colposo.
E' in carcere, invece, Daniel Serban, il rumeno che a Roma, ubriaco e senza patente, dopo avere provocato un incidente mortale si era diretto a bere una birra in un vicino bar. Anche Stefano Lucidi, il "pirata" della Nomentana che uccise, privo di patente, una coppia di giovani fidanzati, è in carcere; ma era stato condannato a dieci anni per omicidio volontario, mentre in appello la pena è stata dimezzata e derubricata a omicidio colposo. Una cosa, al di là dell'entità delle pene, è certa: in molti casi ai pirati della strada le patenti vengono restituite troppo in fretta.



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