Quando la privacy è a rischio
“Siamo in sintonia con la preoccupazione espressa dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) sull’uso dei body scanner negli aeroporti anche in considerazione del gran numero di passeggeri che verrebbero coinvolti, dato che l’aereo è oramai un mezzo di trasporto di massa, gli aeroporti devono attrezzarsi per rendere i controlli più rapidi perché non e' tollerabile fare una fila di un'ora a causa dei pochi scanner disponibili”.
“La nostra legislazione in materia di privacy si basa sui principi di necessità, proporzionalità e non eccedenza dei trattamenti effettuati: francamente ci sembra che tali principi non siano affatto rispettati da questo tipo di controlli. E neppure ci sembra -incalza Dona- che i body scanner realizzino quel bilanciamento tra le diverse esigenze in gioco (in questo caso tra la sicurezza collettiva e i diritti individuali) che pure deve essere uno dei principi ispiratori di ogni iniziativa che tocchi la privacy”. “Al di là dei possibili rischi per la salute umana -conclude Dona- non dimentichiamo infatti il rischio di divulgazione dei nostri dati, anche in presenza di sofisticati sistemi di sicurezza, come ha dimostrato in modo spettacolare il recente caso di Wikileaks”.
Di Massimiliano Dona,
Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori



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