Quando la legge non è uguale per tutti
Di Giuseppe Morello
Cause civili che durano anche 20 anni, tribunali in cui si sa quando si entra e non si sa quando si esce. Il secondo Rapporto sulla giustizia di Cittadinanzattiva ci racconta una giustizia lenta da morire, che mette l’Italia al primo posto in Europa occidentale tra i paesi che subiscono le maggiori sanzioni dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, soprattutto per l'eccessiva durata dei procedimenti. Meglio di noi ci sono paesi come Polonia,Georgia, Moldavia, Serbia e Slovenia.
L’altro dato che emerge riguarda le differenze territoriali, dal momento che al sud i processi penali durano quasi il doppio rispetto al Nord (dove spiccano gli esempi virtuosi di Trento e Torino), arrivando spesso a sfondare la soglia dei 15 anni. Stesse differenze si notano nei processi civili.
È vero che siamo il paese europeo dopo la Grecia con la spesa pro capite più bassa in tema di giustizia, ma è anche vero che siamo il paese con più avvocati e più litigioso d’Europa, e così solo per liti condominiali collezioniamo 800 mila processi l’anno. Basta una pianta fuori posto, un bambino che piange, una perdita d’acqua e si corre a querelare.
Il sospetto è che la litigiosità della politica non faccia altro che riverberare la naturale inclinazione degli italiani al bisticcio. Un paese in cui ci si odia da nord a sud, dall’Inter alla Juventus, da destra e da sinistra, tra vecchi e giovani, tra ricchi e poveri, non può che produrre una classe dirigente con la medesima voglia di menare le mani, incapace di accordarsi e pronti a mandarsi a quel paese per un nonnulla.
Dopo tutto cosa sono quasi sempre le liti tra Fini, Berlusconi, Bersani, Bossi, Casini, se non liti condominali, battibecchi da ballatoio?



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