Bari/ Punta Perotti: Italia condannata per la confisca
La confisca dei terreni di Punta Perotti, secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell'uomo.
Alle società Sud Fondi, Iema e Mabar, che si sono rivolte alla Corte di Strasburgo nel 2001, i giudici hanno riconosciuto un indennizzo (per la verità alquanto modesto) pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali.

L'abbattimento, nell'aprile del 2006, del terrificante complesso residenziale costruito sul lungomare di Bari (guarda le foto) ha rappresentato una delle vittorie storiche contro gli ecomostri e l'illegalità edilizia.
Dopo un lunghissimo iter giudiziario e molte campagne d'opinione partite nel 1997, l'ultima parola era stata espressa dalla Corte di Cassazione nel 2001 con una sentenza che assolveva gli imprenditori dalle contestazioni penali, ma autorizzava la confisca dei suoli e degli immobili in quanto abusivi (sono stati realizzati a poche decine di metri dalla battigia) e attribuiti al patrimonio del Comune di Bari. Altri cinque anni sono stati poi necessari perché il gigantesco complesso fosse effettivamente raso al suolo.



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