Puglia/ Spunta il nome del secondo politico: è il dalemiano Mazzarano
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Fu Mazzarano nel 2007 a organizzare la cena, pagata da Tarantini, al ristorante la Pignata cui parteciparono Massimo D'Alema, Michele Emiliano e alcuni dirigenti della Asl.
Intanto Frisullo dal carcere nega ogni coinvolgimento. L’ex vicepresidente avrebbe ottenuto soldi e prestazioni sessuali con escort dall’imprenditore barese Tarantini in cambio di un suo impegno per sbloccare i mandati di pagamento per le forniture di protesi e di materiale sanitario che le società della famiglia Tarantini avevano fatto alle Asl.
Ma agli atti ci sono i suoi sms scambiati con una delle escort di Tarantini, Terry De Nicolò. "Spero di conoscerti presto", scriveva la ragazza. "E' anche la mia speranza", rispondeva Frisullo che poi correva a chiamare Tarantini: "Che faccio, che faccio, la chiamo più tardi?", chiedeva; "Sì chiamala alle otto", rispondeva Tarantini: "lavora in un'agenzia di moda, una bellissima ragazza...". Poi gli affari. "Parlato poi oggi, tutto a posto?", gli chiedeva l'imprenditore; "Tutto a posto, poi ti dico", rispondeva il politico.
Agli atti c'è poi quanto detto dallo stesso Frisullo ai magistrati baresi il 25 gennaio scorso. L'ex vicepresidente della giunta pugliese è netto: "Escludo di aver ricevuto denaro da Giampaolo Tarantini".
I VERBALI
"ERAVAMO AMICI. LUI SI CONFIDAVA CON ME"
"Non ho mai agito per favorire Giampaolo nei suoi rapporti con la Asl leccese. L'ho conosciuto quando sono stato nominato assessore allo sviluppo economico della Regione con delega di vicepresidente della Regione, nel maggio 2005. Mi fu presentato da un amico, Roberto De Santis, anche lui iscritto al partito, come un imprenditore. L'incontro fu occasionale e avvenne all'ora di pranzo in un ristorante di Bari: o il 'Nessun dorma' o 'la Bella Bari'. E fu così che cominciò un rapporto che divenne di amicizia. Voglio premettere che io non ho la conoscenza della realtà barese. Lui si dimostrò simpatico, cortese. Frequentava giovani donne che mi vennero presentate e fu così che cominciò con lui una frequentazione più leggera. Si creò un rapporto personale. Lui si confidava con me. Mi raccontò della morte del padre e anche io gli raccontai della mia vita. Mi dette l'impressione di essere una persona desiderosa di amicizia".
"Mi parlò delle sue difficoltà. In particolare, del mancato pagamento di fatture, che si protraeva da anni, da parte delle diverse Asl pugliesi. Mi chiese di dargli una mano per sbloccare questa situazione. Gli dissi che avrei potuto parlare con il dottor Valente, direttore amministrativo della Asl di Lecce. Preciso che anche nei confronti di altre persone, proprio per la funzione istituzionale che svolgo, sono intervenuto per semplificare e regolarizzare i rapporti con la pubblica amministrazione e così evitare costi aggiuntivi per la Regione". Non è la sola richiesta. "In un'altra circostanza, mi chiese di intervenire con la Asl di Barletta sempre per il pagamento di fatture. Gli dissi che non ritenevo opportuno farlo, perché non avevo rapporti con quell'amministrazione e non volevo farlo apparire come un'imposizione".
Frisullo assicura anche che "il rapporto tra il dottor Valenti e Tarantini non si rivelò fruttuoso". Aggiunge di non essere intervenuto "per l'estensione di una gara vinta al Policlinico di Bari, per non interferire in una valutazione autonoma della Asl".
"TARANTINI VOLEVA CHE FACESSI ASSESSORE LA COSENTINO. RIFIUTAI"
Poi nel giugno 2009, "quando viene resa pubblica l'indagine della Procura di Bari", spiega Frisullo, Taranti rivela i suoi interessi. "Non mi occupavo di sanità e non conoscevo i rapporti che Tarantini aveva con quel mondo. Ho appreso dei rapporti di Tarantini con Lea Cosentino quando quest'ultima divenne direttore generale della Asl di Bari. Ma non so di che rapporto si trattasse". Quando si cerca il successione di Tedesco ad assessore regionale della sanità, "Tarantini mi chiese di intervenire in favore della nomina ad assessore della Cosentino. Non l'ho fatto, perché ritenevo che quell'incarico dovesse essere attribuito a un politico, piuttosto che a un tecnico. E la nomina del nuovo assessore fu fatta direttamente da Vendola".
LE PROSTITUTE E I REGALI
Quanto alle escort, Frisullo non ha dubbi: "Non ho mai concepito il rapporto con Tarantini come un rapporto di reciproci scambi. Mi ha fatto conoscere anche delle belle donne con cui ho avuto delle relazioni. Tra queste, una certa Vanessa. Una napoletana che viveva a Parigi e con la quale ho avuto modo di costruire un rapporto intimo. Un'altra è stata la Terry De Nicolò. Entrambe mi furono presentate come amiche un po' disinibite. E non ho mai neanche immaginato che potessero percepire denaro per le loro prestazioni sessuali. Con entrambe ho avuto un paio di rapporti. Tarantini me le fece conoscere come sue amiche ed organizzò dei pranzi. E i rapporti vennero consumati nello stesso contesto in cui avvennero gli incontri".
Proprio della De Nicolò, l'ex vicepresidente dice di non sapere affatto del suo lavoro ma di averlo appreso dalle cronache sulle ospiti di Palazzo Grazioli. I loro appuntamenti "sono avvenuti in un appartamento di via Giulio Petroni" in una casa "messa a disposizione il mio segretario Luigi Zaterini e la usavamo entrambi per riposarci". Poi continua: "Le pulizie in quella casa erano fatte da una persona di fiducia di Tarantini e fu lui che si propose per farmi questa cortesia. Non so chi pagasse. Io no". "Incontrai Vanessa sia nell'appartamento di Claudio Tarantini che a casa di Giampaolo, a Giovinazzo", ma, giura, "non ho mai saputo che si trattasse di prostitute".
Soltanto una volta "ho avuto un rapporto mercenario". A Milano, all'hotel "Principe di Savoia". "Ero stato a cena con Claudio Tarantini e mi sono intrattenuto con una donna, convocata da Claudio, cui ho corrisposto tra i 300 e i 400 euro".
Infine, i regali. "Sono legati alle festività Natalizie. Nel 2007-2008, andai con Tarantini in un negozio di piazza Umberto, angolo via Argiro, forse 'I gemelli', oppure 'D'Amato'. E poiché avevo bisogno di un impermeabile, dopo averlo scelto, al momento del pagamento, Giampaolo mi disse che avrebbe pagato lui. Si trattava di un Burberry. Presi anche un cappello della stessa marca e non conosco il prezzo".
"SOLO ERRORI UMANI E POLITICI"
"Mi assumo le responsabilità degli errori commessi sul piano umano e per questo prendo atto della mia incompatibilità con un ruolo pubblico. Ho rassegnato le mie dimissioni da assessore. Ho rinunciato alla possibilità di candidarmi alle elezioni regionali prossime e mi sono autosospeso dall'attività istituzionale del Consiglio", conglude Frisullo.



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