Protezione civile/ Appalti per il G8 alla Maddalena, Bertolaso indagato

Giovedì, 11 febbraio 2010 - 13:50:00

1) SESSO, ESCORT, SOLDI. LEGGI I VERBALI - LE CARTE

2) PER BERTOLASO PRONTA UNA COSA MEGAGALATTICA. I verbali

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CHI E' ANGELO BALDUCCI: LA SCHEDA

E' bufera su Guido Bertolaso. Il capo della Protezione civile è stato raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione nell'ambito di un'inchiesta sui lavori del G8 alla Maddalena. Per questo Bertolaso ha rimesso tutti gli incarichi al premier che dopo qualche ora in Consiglio dei ministri ha ribadito la sua fiducia nel capo della Protezione civile e ne ha respinto le dimissioni: "Sono convinto che Bertolaso potrà chiarire ogni cosa".

DIMISSIONI - In precedenza Bertolaso aveva annunciato le sue dimissioni "per non intralciare l'operato degli organi inquirenti", lasciando al premier ogni decisione. "Chiederò al pubblico ministero - ha scritto Bertolaso in una nota - che si sta occupando dell'indagine di procedere al più presto al mio interrogatorio così da poter fornire tutte le informazioni in mio possesso. Abbiamo assicurato al personale della Polizia Giudiziaria pieno supporto, consegnando tutti i documenti in nostro possesso e ribadisco ancora una volta la più totale fiducia nell'operato della magistratura". Poi conclude: "Mi sono sempre definito un servitore dello Stato e, come sempre, rimango a disposizione del mio paese". La nota è stata diffusa poco prima che Bertolaso incontrasse Gianni Letta a Palazzo Chigi, il quale auspicava che il Premier gli rinnovasse la fiducia e così è stato. Anzi nel pomeriggio l'attestazione di stima del premier a Bertolaso è stata ancora più marcata: "Mi sembra che ci sia lo sport nazionale di andare a deprimere chi fa il bene del Paese".

 

LA VICENDA - Tutto ha inizio con l'arresto mercoledì mattina, da parte dei carabinieri del Ros di Roma su ordine della magistratura di Firenze, di Angelo Balducci, 62 anni, ex collaboratore di Bertolaso e della protezione Civile. In mattinata ci sono state venti perquisizioni, una anche nella sede del dipartimento della Protezione civile a Roma. Oltre a Balducci sono finite in manette altre tre persone: Fabio De Santis, 47 anni, ingegnere, provveditore alle opere pubbliche della Toscana e successore di Balducci come «soggetto attuatore» delle opere per il G8, Mauro Della Giovampaola, 44 anni e Diego Anemone, 39 anni, imprenditore romano. Sarebbero in particolare tre, secondo quanto risulta dall'ordinanza del gip di Firenze, gli appalti collegati ai presunti casi di corruzione a loro contestati: gli interventi per il G8 alla Maddalena, la ristrutturazione degli impianti del Foro Italico per i mondiali di nuoto 2009 e il completamento dell'aeroporto internazionale dell'Umbria S.Egidio di Perugia in vista delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il gip contesta ai quattro la corruzione continuata in concorso: in cambio degli appalti avrebbero ottenuto mobili, cellulari, soggiorni in hotel (solo per Balducci), ristrutturazioni di immobili privati e altri benefit.

IL GIUDICE - Dieci le persone indagate: tra queste il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, coordinatore dei reati contro la pubblica amministrazione. Nel provvedimento dei magistrati fiorentini si farebbe riferimento a una informazione che un imprenditore avrebbe appreso dal figlio del magistrato, Camillo Toro. La parte d'inchiesta riguardante il procuratore aggiunto è stata trasmessa per competenza alla procura di Perugia. Tra i reati contestati agli arrestati e ad alcuni indagati a piede libero vi è l'abuso d'ufficio e quello più grave di corruzione. L'inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Ferrara e dal sostituto Sergio Colaiocco, vuole fare luce su rapporti d'affari e legami più o meno diretti tra Balducci, suoi familiari e le società di costruzione che avrebbero dovuto trasformare l'ex base Nato in un villaggio a cinque stelle, in occasione del vertice, prima che venisse trasferito a L'Aquila.

IL PROCURATORE - Sull'inchiesta si è espresso il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi: "Sono stati ravvisati, come è scritto nell'ordinanza, gravi indizi di colpevolezza che riguardano fattispecie corruttive relative agli appalti di alcune grandi opere che sarebbero stati assegnati nel quadro di uno scambio di favori tra dirigenti dello Stato preposti agli uffici interessati e privati imprenditori".

 

L'INCHIESTA - Tutto sarebbe partito da un'intercettazione telefonica disposta nell'ambito di un'altra indagine della procura del capoluogo toscano, relativa alla trasformazione urbanistica dell'area di Castello a Firenze, che ha coinvolto tra gli altri Salvatore Ligresti e due ex assessori della vecchia giunta comunale. In quell'inchiesta il costruttore di origine siciliana, presidente onorario di Fondiaria Sai, è indagato insieme con il suo braccio destro Fausto Rapisarda, con gli ex assessori comunali Graziano Cioni (sicurezza sociale) e Gianni Biagi (urbanistica), con due architetti progettisti. Per tutti l´ipotesi di reato formulata è concorso in corruzione. Ed è proprio uno dei due architetti indagati per la vicenda di Castello, il fiorentino Marco Casamonti, l'anello di congiunzione con Angelo Balducci, ex vice del capo della Protezione civile e attuale presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici. Casamonti, titolare dello studio Archea, uno dei progettisti dell'hotel a cinque stelle che alla Maddalena avrebbe dovuto ospitare i capi di stato e di governo. È intercettando lui che spunta il nome di Balducci che viene così intercettato a sua volta. Casamonti questa mattina è stato perquisito: per lui l'accusa è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

 

LA MADDALENA - Per ospitare nel 2009 alla Maddalena il G8 dei Grandi - poi spostato a L'Aquila a causa dell' incompatibilità tra lo sfarzo della Costa Smeralda e il terremoto abruzzese - sono stati spesi in meno di un anno (dal luglio del 2008 al maggio scorso) fondi pubblici per 327 milioni di euro: la somma è stata in gran parte utilizzata per ristrutturare l'ex Arsenale militare abbandonato da decenni e ridotto a discarica di amianto e idrocarburi. Gli interventi realizzati sono stati più volte oggetto di polemiche, ma sono stati «difesi» di recente dal capo della protezione civile Guido Bertolaso. «Quei soldi non sono stati buttati - disse Bertolaso incontrando i giornalisti sull'isola - . «Le strutture nate per ospitare i Grandi saranno l'occasione per il rilancio turistico, economico e anche occupazionale - spiegò - non solo della Maddalena, ma dell'intera Gallura. Alla Maddalena è stata fatta innanzitutto a più grande bonifica di sempre, che ha permesso di trasformare un luogo che era "una fogna" in qualcosa che sarà occasione di vanto per l'isola». Dall'area dell'ex arsenale sono state raccolte 62mila tonnellate di rifiuti e il 21% di quanto è stato portato via era composto da amianto, idrocarburi e metalli. Ed è stato realizzato un porto in grado di ospitare 600 imbarcazioni.

 

REAZIONI - Il governo e la maggioranza fanno quadrato attorno a Bertolaso, mentre l'opposizione, attraverso il leader del Pd Pier Luigi Bersani, definisce quanto accaduto un «fatto grave» e auspica che la magistratura faccia al più presto luce sulla vicenda. L'inchiesta che ha coinvolto Bertolaso riaccende però la polemica politica sul decreto per la Protezione civile Spa. Il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, insieme ai rappresentanti Idv e Udc ha chiesto «formalmente» durante la riunione dei capigruppo di Montecitorio che il governo «rinunci a portare in Aula le norme riguardanti la Protezione civile alla luce dei fatti di oggi e delle vicende giudiziarie che coinvolgono i vertici della Protezione civile. Sarebbe sbagliato e inopportuno». Per l'ex leader del Pd, inoltre, il decreto contiene anche una sorta di «scudo» dalle azioni giudiziarie per i commissari dell'emergenza rifiuti in Campania.

Berlusconi Bertolaso
Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso

LE ACCUSE - L'accusa è di corruzione continuata in concorso. Gli episodi, secondo l'accusa, sarebbero partiti dal febbraio 2008 fino a pochi mesi fa. Una ventina le perquisizioni fra Firenze e Roma effettuate dai carabinieri del Ros di Roma e di Firenze, tra cui la sede del Dipartimento della Protezione civile in via Ulpiano a Roma. Ad avviare l'inchiesta sono state alcune intercettazioni del Ros nell'ambito dell'inchiesta di Firenze sull'urbanizzazione dell'area di Castello di proprietà dell'imprenditore Salvatore Ligresti finita sotto sequestro nel novembre 2008 su richiesta della procura di Firenze. In quell'inchiesta il costruttore di origine siciliana, presidente onorario di Fondiaria Sai, è indagato insieme con il suo braccio destro Fausto Rapisarda, con gli ex assessori comunali Graziano Cioni (sicurezza sociale) e Gianni Biagi (urbanistica), con due architetti progettisti. Ed è proprio uno dei due architetti indagati, il fiorentino Marco Casamonti, l'anello di congiunzione con Angelo Balducci, ex vice del capo della Protezione civile e attuale presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici.

TRE APPALTI NEL MIRINO - Sarebbero in particolare tre, secondo quanto risulta dall'ordinanza del gip di Firenze, gli appalti collegati ai presunti casi di corruzione contestati alle quattro persone finite oggi in manette. Si tratta degli interventi per il G8 alla Maddalena, della ristrutturazione degli impianti del Foro Italico per i mondiali di nuoto e del completamento dell'aeroporto internazionale dell'Umbria S. Egidio di Perugia in vista delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Mobili, cellulari, soggiorni in hotel, ristrutturazioni di immobili privati ed altri benefit. Secondo quanto si è appreso, sarebbe questo il prezzo della presunta corruzione contestata dal gip di Firenze alle quattro persone - Angelo Balducci, Diego Anemone, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola - finite in manette nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per alcune grandi opere. I soggiorni gratis riguarderebbero solo Balducci. Per tutti e quattro l'accusa è confermata: corruzione continuata in concorso.

LO "SCUDO" - Il decreto sulla trasformaizone della Protezione civile in Spa contiente una sorta di 'scudo' dalle azioni giudiziarie per i commissari dell'emergenza rifiuti in Campania. A denunciarlo è stato Dario Fracneschini, al termine della conferenza dei capigruppi della Camera che ha calendarizzato il provvedimento licenziato ieri dal Senato. Il dl, che scade il 28 febbraio, sarà in aula mercoledi' prossimo. All'articolo 3, comma 5, si dice testualmente che "dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 gennaio 2011, non possono essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali nei confronti delle strutture commissariali e della unita` stralcio e quelle pendenti sono sospese", ha letto testualmente Franceschini. "Più che un mini-lodo è un vero 'scudo'" per i commissari che non potranno essere indagati, ha sottolineato. Non solo, nel dl si modifica la normativa "sulle procedure a gare e le aggiudicazioni" per la pubblica amministrazione. sottrae la pubblica amministrazione il dl . Tantopiù alla luce dell'inchiesta che ha coinvolto Guido Bertolaso anche per i lavori del G8 alla Maddelena, il capogruppo del Pd ha sollecitato il governo a bloccare il provvedimento. "E' sbagliato e inopportuno portare in aula un provvedimento che toglie garanzie di trasparenza che gridano vendetta", ha commentato.  

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