Scuola/ Continua la protesta. La Gelmini: "Non fate campagna terroristica"
Non si placano le proteste all'interno delle università italiane. All'indomani della durissima presa di posizione di Berlusconi, che ha minacciato di far intervenire la polizia contro le occupazioni, proseguono le manifestazioni contro la riforma Gelmini. Le parole del premier, smentite dallo stesso "Non ho mai detto nè pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realta'", hanno scatenato la reazione delle opposizioni mentre il presidente Napolitano ha invitato al dialogo.
E ora il ministro Gelmini afferma: "Convocherò da domani tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti". È quanto ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini al Senato in sede di replica dopo il dibattito generale sul decreto sulla scuola. Più volte il ministro viene però interrotto dai boati dell'opposizione, anche per la gaffe iniziale del ministro: la Gelmini accusa l’opposizione di aver dimenticato il Libro bianco "scritto sotto l’egìda... del governo Prodi". L’accento sbagliato scatena il boato delle opposizioni, è costretto a intervenire il presidente del Senato Renato Schifani per consentire alo ministro di proseguire. Appena la bagarre si placa, Gelmini riprende e corregge l’accento: "...scritto sotto l'ègida...".
Intanto da questa mattina sono iniziate le occupazioni nelle scuole superiori di tutta Italia. In particolare a Roma e Milano alcuni licei hanno picchettato i cancelli degli istituti non permettendo agli alunni di entrare in aula.
Il preside Necchi, preside della Facoltà di Scienze Politiche,

si distacca dalle posizioni degli studenti ma s'impegna ad affrontare la situazione con il consiglio di facoltà
LINEA DURA- Sarà una riunione al Viminale tra il ministro dell'interno Roberto Maroni e il Premier Silvio Berlusconi a decidere le nelle università italiane dovranno inviate le forze dell'ordine.
E intanto anche il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga afferma le sue perplessità: "Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese.
E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale".
"Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perchè il fuoco non fu spento per tempo" ha sottolineato. "Quanto alla possibilità di usare la forza pubblica espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Cossiga ha detto: "Se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte ha fatto benissimo.
Ma poichè l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitico Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia"
(Segue gli scioperi in tutta Italia...)



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