Processo Ruby, seconda udienza: Berlusconi assente
Come previsto, Silvio Berlusconi non è presente nell'aula dove si sta celebrando la seconda udienza del processo Ruby in cui il premier è accusato di prostituzione minorile. Uno dei suoi legali, Niccolò Ghedini, ha consegnato ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano un documento in cui il Presidente del Consiglio dichiara di essere impegnato nel vertice italo-romeno in corso di svolgimento a Bucarest, ma consente alla prosecuzione del processo anche in sua assenza, evitando, così, di far valere il legittimo impedimento. 
Poi è toccato all'altro legale del premier, Piero Longo, il quale sta spiegando le ragioni per cui si oppone alla costituzione di parte civile dell'associazione Arcidonna Onlus. Accusa e difesa di Berlusconi, per una volta, sostengono una tesi analoga nel processo in cui il premier è imputato per concussione e prostituzione minorile per il 'caso' Ruby. Sia il pm Ilda Boccassini che i legali del presidente del Consiglio, Piero Longo e Nicolò Ghedini, si sono dichiarati contrari alla costituzione di parte civile dell'associazione ArciDonna onlus.
In particolare, la rappresentante delle pubblica accusa ha spiegato che "sono carenti i presupposti per la costituzione di parte civile e questa associazione non si è mai costituita in processi con al centro violenza o abusi sessuali ai danni di minori". Inoltre, ha aggiunto, ArciDonna è accreditata presso il Ministero delle Pari opportunità al quale eventualmente spettava la decisione della costituzione. Secondo Piero Longo, pur essendo ArciDonna una associazione "prestigiosa" con una realtà socio-giuridico-culturale", la sua finalità, quella della tutela dei diritti della donna, non collima con il 'bene giuridicò al centro del processo. Nel suo statuto, ha precisato Longo, non ci sono riferimenti né alla tutela delle minori, né alla libertà sessuale.
LE ECCEZIONI - L'onorevole Niccolò Ghedini, ha annunciato che solleverà sedici questioni preliminari. Tra queste, quella relativa alla competenza funzionale che spetterebbe, secondo la difesa del presidente del Consiglio, al Tribunale dei ministri perchè Berlusconi avrebbe agito nella veste di capo del governo quando chiamò in questura per l'affidamento di Ruby alla consigliera regionale del Pdl, Nicole Minetti. Altre questioni, ha spiegato Ghedini, riguarderanno la competenza territoriale, cinque eccezioni relative al rito immediato, quattro alle intercettazioni, una sulla violazione della corrispondenza in merito all'esame di alcuni documenti bancari e due sul fascicolo dibattimentale.



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