Processo Mori/ Martelli attacca: "Mi lamentai dei Ros con Mancino"

Martedì, 6 aprile 2010 - 19:00:00
claudio martelli

"Non ho mai pensato che Mori e De Donno fossero dei felloni, ma che agissero di testa loro.
Che avessero una sorta di presunzione o orgoglio esagerato". Lo ha detto l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli deponendo al processo al generale dell'Arma, Mario Mori, già alla guida del Ros, imputato di favoreggiamento nei confronti della mafia. "Sono convinto - ha aggiunto durante il controesame dei legali dell'imputato - che lo scopo del Ros, fermare le stragi, fosse virtuoso ma che il metodo usato, contattare Ciancimino senza informare l'autorità giudiziaria, fosse inaccettabile". "Mi lamentai del comportamento del Ros col ministro dell'interno dell'epoca - ha detto ancora l'ex Guardasigilli -. Ora, alla luce delle date e ricordando meglio, credo si trattasse di Mancino".

"SE L'AVESSI SAPUTO..." - "Se avessi avuto sentore che c'era una trattativa in corso tra pezzi dello Stato e la mafia - ha poi commentato Martelli -, avrei fatto l'inferno. Invece l'iniziativa del Ros finalizzata a contattare Vito Ciancimino mi parve solo un atto di insubordinazione, quindi trattai la questione riferendone alle persone competenti come l'ex capo della Dia e l'allora ministro dell'Interno". Rispondendo al pm Nino Di Matteo che gli chiedeva perchè avesse riferito quanto a sua conoscenza sui contatti tra il Ros e l'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino solo dopo 17 anni Martelli ha aggiunto: "All'epoca non c'erano indagini sulla trattativa, non se ne parlava neppure e mi sembrò opportuno risolvere quelli che mi sembravano atti di insubordinazione del Ros nelle sedi competenti".

L'ARRESTO DI RIINA - L'ex ministro ha spiegato anche che l'arresto di Totò Riina era stato in qualche modo preannunciato dai militari: "Il generale dei carabinieri Francesco Delfino, nell'estate del '92, vedendomi preoccupato, mi disse che dovevo stare tranquillo perchè mi avrebbero fatto un bel regalo di Natale e aggiunse che Riina me lo avrebbero portato loro". All'epoca del dialogo con Delfino, che era comandante della Regione dei carabinieri in Piemonte, Riina era latitante e sarebbe stato arrestato dopo pochi mesi. "Lì per lì - ha aggiunto Martelli - mi parve solo un auspicio". L'arresto, invece, arrivò davvero e proprio ad opera dei carabinieri del Ros nell'ormai celebre operazione guidata dal "capitano Ultimo" il 15 gennaio 1993.

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