Sarah, al via il processo mediatico dell'anno. In 71 scatti l'orrore del corpo

Mercoledì, 4 gennaio 2012 - 15:15:49

Sarà il processo mediatico del nuovo anno. Con 500 tra operatori, giornalisti, testimoni, legali. Poco più di 50 solo gli operatori dell'informazione - giornalisti, cameramen e fotografi - che hanno chiesto fino ad oggi alla presidenza del Tribunale di Taranto di essere accreditati per seguire in aula il processo per l'uccisione di Sarah Scazzi, che comincerà il 10 gennaio prossimo. Appartengono a 21 testate, 12 delle quali tra agenzie e carta stampata e nove televisive.

Nell'aula Alessandrini, dove si celebrerà il processo, prenderanno posto una trentina di giornalisti, uno per testata; gli altri 30 posti a sedere, così come lo spazio situato subito dopo l'ingresso centrale dell'aula, saranno riservati al pubblico, comprendendo anche i famigliari degli imputati. In un maxi-corridoio di fronte all'aula Alessandrini sarà allestita una sala stampa con uno schermo sul quale saranno riversate le immagini in diretta provenienti dalle telecamere di "Un giorno in pretura", che registrerà l'intero processo. Saranno queste le sole telecamere in aula: dovrebbero fornire il segnale audio-video anche a tutte le altre emittenti televisive.

LE IMMAGINI CHOC DEL CORPO DI SARAH - Tra i tanti documenti e immagini dell'inchiesta sull'uccisione di Sarah Scazzi, nell'aula Alessandrini della Corte d'assise di Taranto sfilerà anche l'orrore del ritrovamento del corpo straziato da 42 giorni di sommersione nell'acqua fangosa del pozzo cisterna dove fu gettata il giorno della sua uccisione. Saranno proiettati 71 scatti racapriccianti. E non mancheranno le polemiche sull'opportunità di mostrare queste immagini, tra l'altro già pubblicate in esclusiva dal Corriere del Mezzogiorno

SABRINA E COSIMA PROTAGINISTE - Le protagoniste saranno sicuramente Sabrina Misseri, la cugina di Sarah uccisa secondo l'accusa in un impeto di gelosia per un ragazzo, e la madre Cosima, zia di Sarah, ma un ruolo non irrilevante lo avrà la controversa figura del padre e marito delle due imputate: Michele Misseri che peraltro continua tra dichiarazioni e smentite ad autoaccusarsi dell'omicidio. Ciò che appare certo ormai è che si si sia tratta di un omicidio di famiglia, tra piccoli segreti, personalità controverse, storie di paese, che sono stati amplificati in una sorta di delirio mediatico che per un anno, tra interviste in esclusiva, sconcertanti rivelazioni, talk show, indagini in cui non sono mancati colpi di scena e situazioni da legal thriller Il processo si annunzia peraltro particolarmente complesso, con decisioni della Cassazione su richieste di scarcerazione e provvedimenti dell'accusa che non sempre hanno confermato i vari aspetti della ricostruzione dell'accusa.

Tra i rinviati a giudizio compaiono Michele Misseri, attualmente libero, la moglie Cosima Serrano, la figlia Sabrina - entrambe in carcere a Taranto - il fratello di Michele, e il nipote di quest'ultimo. Cosima Serrano e la figlia Sabrina rispondono di omicidio, Michele Misseri di concorso in soppressione di cadavere.

Il corpo di Sarah - scomparsa il 26 agosto mentre stava per recarsi al mare con la cugina Sabrina e cercata disperatamente per settimane - fu infatti trovato a ottobre, un mese e mezzo dopo la sua scomparsa in un pozzo nelle campagne di Avetrana. A indicare il luogo fu, al termine di un drammatico interrogatorio, proprio Michele che si attribui' la responsabilita' del delitto. Una versione che fu poi rivista nel corso delle indagini che portarono all'arresto delle due donne che peraltro hanno sempre sempre respinto ogni accusa.

Nel procedimento la pubblica accusa ha già indicato oltre un centinaio di testi da sentire e altrettanti sembra ne abbia chiesti la difesa di Cosima e Sabrina nel tentativo di ricostruire le dinamiche di un omicidio che comunque appare assurdo come quelle storie di paese contorte e inspiegabili che comunque sembrano coinvolgere ben al di la' dai confini di Avetrana. Il paese di poco più di 7mila abitanti in provincia di Taranto nel frattempo e' diventato meta di un turismo voyeristico, quasi fosse la location di un film giallo di successo, con la differenza che questa e', purtroppo, una storia vera senza eroi.

 



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