Ruby-bis: Minetti, Fede e Mora rinviati a giudizio
Come anticipato da Affaritaliani.it, al Ruby-bis è stato deciso il rinvio a giudizio di Fede, Mora e Minetti. Ed è 'doppio' Ruby al Palazzo di Giustizia di Milano. Al primo piano riprende il dibattimento che vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, al settimo prosegue l'udienza preliminare a carico del direttore del Tg4 Emilio Fede, della consigliera regionale Nicole Minetti e dell'agente dei vip Lele Mora, accusati di avere 'arruolato ' e portato ad Arcore le escort per il premier.
LEGALE MORA: VELOCITA' INUSUALE PER MILANO - Parla di una velocita' "inusuale" per il tribunale di Milano, Luca Giuliante, avvocato di Lele Mora nel processo che vede l'agente dei vip imputato di induzione e favoreggiamento della prostituzione dopo la decisione del gup che lo ha rinviato a giudizio con Emilio Fede e Nicole Minetti fissando l'udienza al 21 novembre prossimo. "E' stata in un certo senso una decisione aspettata - ha detto Giuliante all'uscita di palazzo di giustizia - ci ha colpito invece il termine del 21 novembre, e' una velocita' inusuale per il tribunale di Milano".
FEDE: "NON SORPRESO, GUP NON PUO' SMENTIRE BOCCASSINI" - Nessuna sopresa per Emilio Fede alla notizia di essere stato rinviato a giudizio con l'accusa di favoreggiamento e induzione della prostituzione nell'ambito dell'inchiesta Ruby, insieme a Lele Mora e Nicole Minetti. Il direttore del tg4 ha detto che si sarebbe viceversa "stupito" nel caso in cui "il gup avesse smentito la Procura nella persona da Ilda Boccasssini, erede diretta di Antonio Di Pietro". "Non sono ne' deluso, ne' rattristato - ha detto Fede all'Agi -, il Gup e' come dire procura e dire procura e' come dire Boccassini; io spero, invece, nel Tribunale che e' come dire giustizia, mi auguro che il processo avvenga al piu' presto". Secondo le considerazioni del direttore del Tg4, il gup di Milano, Maria Grazia Domanico, "non ha voluto tenere conto di nulla, ne' avrebbe avuto tempo per farlo. Ci sono migliaia e migliaia di intercettazioni - ha fatto notare Fede -, non si puo' certo pensare che le abbia valutate tutte. Ha preso in considerazione solo quelle segnalate dall'accusa. Ed e' giustizia questa? No, questa e' Procura. Ma chi mai in Italia - ha quindi concluso Emilio Fede - puo' credere che io dopo 60 anni di professione mi sia dedicato al mercato della prostituzione?".
FADIL: "SARO' SODDISFATTA A FINE PROCESSO" - "Sono soddisfatta e lo saro' di piu' quando finira' il processo". Cosi' Imane Fadil, una delle 32 ragazze che ha partecipato alle feste di Arcore, ha commentato la decisione del gup che oggi ha rinviato a giudizio Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede con l'accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione. La ragazza ha anche annunciato che si costituira' parte civile. oggi non e' stato possibile per motivi tecnico normativi.
PECORELLA: "BATTUTO IL RECORD DI VELOCITA'" - E' polemico l'avvocato Gaetano Pecorella, che difende Emilio Fede nel procedimento che lo vede da oggi imputato per favoreggiamento e induzione della prostituzione accanto a Nicole Minetti e Lele Mora. "Sono stati battuti due record - ha detto Pecorella all'uscita da palazzo di giustizia a Milano - il primo, il giudice ha dato ragione solo al pm e il secondo che non era mai stata fissata una udienza a meno di due mesi dal rinvio a giudizio. In nessun processo ci sono stati tempi cosi' ravvicinati". Il legale ha poi escluso che il suo assistito possa dimettersi dalla carica di direttore del Tg4: "Ci sono tantissimi politici, giornalisti che hanno procedimenti a carico e che sono ancora al loro posto".
LA DIFESA DEL PREMIER: STOP AL PROCESSO - La difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto la sospensione del processo 'Ruby' in cui il premier e' accusato di concussione e prostituzione minorile in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni sollevato dal Parlamento. La consulta si riunira' il 7 febbraio del 2012.
I legali di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolo' Ghedini e Piero Longo, hanno allegato alla loro richiesta il parere di due professori ordinari, uno dell'Universita' di Catania e uno dell'Universita' di Roma Tre, nei quali si spiega l'opportunita' di sospendere il processo. A sostegno della loro tesi hanno citato la decisione di bloccare le udienze in attesa di un verdetto della Consulta sul segreto di Stato preso dai giudici nel procedimento Abu Omar. Inoltre, hanno fatto presente Ghedini e Longo che non c'e' urgenza di processare il premier perche' non e' detenuto.
NICOLE A SORPRESA IN AULA - La Minetti, vestita completamente in nero, si è presentata a sorpresa in Aula. Con lei sono presenti in aula anche altre tre ragazze Imane Fadil, Chiara Danese e Ambra Battilana.
Berlusconi non è presente in aula. Il dibattimento va avanti con la richiesta delle prove, a cominciare da quelle indicate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Una lunga lista che comprende, tra l'altro, le testimonianze di sette ragazze (Ruby, Maria Makdoum, M.T. e Natascia, Ambra e Chiara e la modella Iman Fadil) e le intercettazioni telefoniche. La difesa replica chiedendo l'audizione dei testimoni, tra i quali ministri e parlamentari, ai quali spetta convincere il collegio della convivialita' delle serate ad Arcore.
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Calderoli: "Invidio Berlusconi da pazzi". E tu? Di' la tua
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CASO RUBY
______________________ L'ANALISI Paese depresso, ma non "di merda". Di Giovanni M. Ruggiero --------------- ECCO IL MEMORIALE INTEGRALE DI GIANPAOLO TARANTINI (Pdf) ------------------ LE CARTE ------------------------------------------------------------- Il Comitato per i diritti civili delle prostitute: "Si sta facendo da tempo una guerra contro le lavoratrici del sesso che stanno per strada, quelle che potremmo definire di basso rango, le si colpisce con multe, sanzioni, divieti, criminalizzazione dei clienti. E c'è invece l'altra faccia della medaglia, quella delle persone di una certa elite che queste cose se le permettono. E sono gli stessi politici che gridano allo scandalo per la prostituzione per strada che poi tirano fuori tutte le scuse per giustificare ciò che succede dall'altra parte". |
PM BOCCASSINI: NO A SOSPENSIONE PROCESSO - Non esistono ragioni di opportunita' per cui si debba sospendere il processo Ruby in attesa di una decisione della Consulta sul conflitto d attribuzioni tra poteri dello Stato. Lo ha sostenuto il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, opponendosi alla richiesta della difesa del premier di 'bloccare' il dibattimento fino ad una decisione della Corte Costituzionale. Boccassini ha sottolineato che il codice di procedura penale non prevede l'obbligatorieta' della sospensione in casi come questi e che, dunque, bisogna valutare se vi siano ragioni di opportunita', come gia' fu fatto nel caso Abu Omar quando i giudici ritennero in una circostanza di sospendere il processo per lasciare alla Consulta il tempo di decidere sul segreto di Stato, ma in un altro momento lo fecero proseguire, nonostante le richieste di sospensione da parte delle difese. I giudici della quarta sezione penale, presieduta da Giulia Turri, si sono riuniti in camera di consiglio per valutare la sospensione o meno del dibattimento.Secondo il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, "non esistono ragioni di opportunita' politica" per le quali si debba sospendere il processo in cui il premier e' accusato di concussione e prostituzione minorile in relazione al 'caso' Ruby. Cosi' la rappresentante dell'accusa ha risposto ai legali del premier, Niccolo' Ghedini e Piero Longo, i quali hanno annunciato l'intenzione di sollevare una questione di costituzionalita' qualora il tribunale dovesse decidere di far proseguire il processo a fronte della richiesta di sospensione. I difensori del presidente del Consiglio hanno spiegato che la legge sarebbe incostituzionale nella parte in cui non prevede l'obbligatorieta' della sospensione del giudizio in casi come questo perche' non verrebbero tutelate le prerogative del capo del governo. Ma, argomenta Boccassini, "mai potrebbe passare il concetto di opportunita' politica, che non e' argomento che possa essere affrontato in un'aula di tribunale". Nell'opporsi alla richiesta della difesa il pm ha fatto anche riferimento al principio di ragionevole durata del processo che farebbe venire meno l'opportunita' di uno stop.

Le donne del Presidente
LE IMMAGINI
LA DIFESA DI FEDE - I legali di Emilio Fede, Gaetano Pecorella e Nadia Alessi, hanno chiesto, durante l'udienza preliminare di oggi, la trascrizione di tutte le telefonate intercettate durante le indagini sul 'caso' Ruby e quindi, anche quelle che coinvolgono il premier. Secondo i legali, la trascrizione dovrebbe essere fatta per completezza del quadro processuale. A questa richiesta si e' opposto il pm Antonio Sangermano che per primo non aveva ordinato la trascrizione di tutte le telefonate, e che anche oggi dunque si oppone, "a garanzia dei parlamentari". Le intercettazioni, oltre al premier Silvio Berlusconi, riguardano anche l'europarlamentare Nadia Ronzulli.
IL GUP - Non saranno trascritte altre telefonate oltre a quelle gia' presenti negli anni dell'inchieste 'Ruby'. Lo ha deciso il giudice Maria Grazia Domanico, in seguito alle richieste avanzate dalla difesa di Emilio Fede di trascrivere anche tutte quelle in cui ad essere intercettato era il presidente del Consiglio. A questa richiesta si e' opposto il pm Antonio Sangermano per "tutelare i parlamentari". Agli atti resteranno quattro telefonate in cui compare anche il premier che sarebbero finite in maniera casuale tra quelle trascritte.



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