Prime ammissioni, 22 partite sospette. Tutta la serie A trema

Mercoledì, 21 dicembre 2011 - 08:27:26
calcioscommesse

di Lorenzo Lamperti

Adesso il pallone rischia davvero di scoppiare. Durante i primi interrogatori di martedì 20 dicembre, il gip di Cremona Guido Salvini ha ottenuto le prime ammissioni sullo scandalo calcioscommesse. Quelle di Alessandro Zamperini, 29 anni, che ha confessato la tentata corruzione del calciatore del Gubbio Simone Farina in occasione della partita di Coppa Italia contro il Cesena.

Il calcio trema perché l'omertà sembra piano piano scendere. I giocatori coinvolti hanno capito che questa volta le cose sono davvero serie. Essere svegliati nel cuore della notte ed essere portati in carcere ha convinto qualcuno che collaborare è forse la strada migliore.

PARTITE DI A - E a tremare è soprattutto la serie A. Sono 22 le partite sospette, solo nella stagione 2010/2011. Sono partite in cui hanno giocato praticamente tutte le squadre della massima serie. Restano fuori in pochi: Inter, Milan e Juventus su tutte. "Elementi importanti" su almeno quattro partite della scorsa serie A (Napoli-Samp, Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Lecce-Lazio) con "probabile coinvolgimento delle società che concordano con i giocatori le combine o fanno finta di non vedere".

LECCE-LAZIO - Il colpo di scena è la possibile entrata nello scandalo della Lazio. Sotto esame la partita Lecce-Lazio dello scorso 22 maggio. La Lazio vinse 4 a 2 in trasferta una partita dal forte sapore di over. Le partite ricche di gol sono una manna per gli scommettitori, visto che le vincite sui risultati esatti, specie se difficili da pronosticare, sono molto alte. Ma, soprattutto, gli investigatori credono che la società romana possa essere coinvolta in maniera diretta. Era l'ultima giornata della scorsa stagione e i biancocelesti erano ancora in corso per la qualificazione ai preliminari di Champions League, ai quali trovò poi accesso l'Udinese. 

SOGGIORNI IN ALBERGO - Zamperini avrebbe soggiornato nello stesso hotel dei giocatori del Lecce prima della partita incriminata. Secondo gli inquirenti un metodo, usato spesso dall'organizzazione con la testa a Singapore, per controllare e influenzare i calciatori da assoldare. Una specie di firma su un contratto, dunque.

Ma al centro dell'inchiesta ci sono anche altre squadre: appaiono soprattutto Brescia, Chievo, Lecce e Bologna. Quelle squadre, cioè, che a fine campionato avevano ormai poco da chiedere perché già salve o già retrocesse. E da fonti investigative, fanno sapere che il coinvolgimento diretto delle società è un'ipotesi che sta prendendo corpo.

RISCHIO PENALIZZAZIONI - Il rischio forte? Uno scandalo con conseguenze devastanti sulla serie A in corso. Classifica stravolta e credibilità ridotta a zero dopo il nuovo ciclone i timori concreti di chi ama il calcio, costretto anche a sentire che in mezzo alle combine spunta forte l'odore della camorra. 

IL LEGAME CON LA CAMORRA - Secondo gli inquirenti, infatti, c'era un contatto tra l'associazione mafiosa asiatica e la camorra. Una sorta di joint venture che permetteva di scommettere via Internet sui bookmakers di Singapore e di incassare la scommessa in Italia. Un accordo commerciale ed economico che probabilmente si concretizzava anche nello scambio di informazioni sulle partite truccate.

A raccontarlo prima all'Interpol e poi agli investigatori italiani è un pentito, lo slavo Crtvak, che parla dell'Italia e del singaporiano Den: "Dai miei contatti olandesi sapevo solo che a Napoli ci sono dei cinesi asiatici che fanno scommesse". Un posto sicuro. "Quando si vinceva potevi andare a Napoli a ritirare i soldi".

Un gruppo di livello internazionale, quindi, che riusciva a condizionare persino partite delle nazionali. Si cita addirittura Argentina-Bolivia. Per gli appassionati di calcio si prospetta un Natale di passione. O forse sarebbe meglio dire di disamore.

PADOVA-ATALANTA 1-1: "ACCORDO TRA LE DUE SOCIETA'" - Spuntano nuovi particolari dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Cristiano Doni. Nelle intercettazioni figura una chiamata del giocatore (effettuata con la scheda rumena) a un'utenza mobile intestata alla società Mdf Italia spa di Milano, di cui è presidente il consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus. Lo ha rilevato L'Eco di Bergamo nell'edizione di stamattina. Interpellato dal quotidiano, Fratus non ha voluto rilasciare commenti.

Doni contatta il telefonino della Mdf il 24 marzo 2011, due giorni prima di Padova-Atalanta, una delle partite finite nel mirino degli inquirenti di Cremona. La telefonata avviene alle 18.18 e dura 4 minuti, preceduta dallo scambio di tre sms. A proposito di Padova-Atalanta (finita 1-1), il gip Salvini scrive nell'ordinanza che si tratta di "una partita che, secondo quanto si desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l'obiettivo che le squadre stesse si proponevano".

E ancora: "L'esistenza di un accordo tra le due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione degli interrogatori". Sulla partita sarebbe stata giocata "una cifra enorme che conferma la combine". In un'intercettazione Bellavista, ex capitano del Bari arrestato in estate, informa che in Asia erano stati giocati 23 milioni di euro sul pareggio. Lo stesso Doni, per interposta persona, avrebbe scommesso 10 mila euro sul risultato.

 



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