Ora in prigione si va anche a far compere

A Saint-Julien-sur-Suran, nel dipartimento francese di Jura, molto presto si potranno fare compere in carcere. Il paese, situato a un centinaio di chilometri da Ginevra, è stata scelto per accogliere uno dei primi dieci penitenziari modello che la Francia intende costruire nei prossimi anni.
Ci sarà un supermercato Carrefour, una panetteria e perché no anche un ufficio delle poste, dove i detenuti verso la fine della pena serviranno la clientela. Così ha voluto l'uomo d'affari di Lione Pierre Botton. Lui stesso vecchio condannato, ha immaginato una prigione ideale che metterà i detenuti in contatto con la popolazione e la realtà dell'impresa. L'idea poteva sembra un'utopia in un Paese celebre per la rigidità del suo sistema carcerario, ma Botton è riuscito a convincere parecchie aziende e soprattutto l'Eliseo.
Approvato dal governo francese a dicembre, il progetto è ancora in fase d'evoluzione. Per ora niente centri commerciali e supermercati, ma non è detto che in futuro non possa accadere. Secondo gli organizzatori, il progetto rivitalizzerà non solo la prigione ma anche il comune e cambierà il modo di guardare i detenuti. La gente prenderà l'abitudine di essere servito dai prigionieri. "Un vero cambiamento di mentalità", promettono.
Anche in Svizzera ci sono ammiratori del progetto Botton. Già ci sono iniziative che vanno sulla stessa traccia. A Bochuz, cantone Vaud, un negozio guidato da un detenuto propone al pubblico dei prodotti artigianali. A Bellechasse la chiesa della prigione accoglie senza distinzioni fedeli del paese e prigionieri. Quanto ai detenuti di La Tuiilière, organizzano ogni anno un mercatino di Natale per vendere i loro prodotti.



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