Preso il boss della 'ndrangheta Manfredi

Martedì, 16 marzo 2010 - 10:02:00

Piero Grasso

Gli uomini del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Crotone, con l'aiuto degli specialisti della polizia scientifica di Roma, hanno arrestato Pasquale Manfredi, latitante dal 4 dicembre 2009 ed inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi. L'uomo, elemento di vertice della cosca Nicosia-Manfredi di Isola Capo Rizzuto, viene ritenuto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidi, reati estorsivi, traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, anche da guerra.

Gli agenti, dopo aver circondato lo stabile in via Kennedy di Isola Capo Rizzuto, hanno fatto irruzione nella palazzina ed hanno rintracciato Manfredi, mentre tentava fuggire dal tetto. L'uomo si è arreso senza opporre resistenza. Successivamente, e' stata effettuata un'accurata perquisizione dell'intero edificio e sono stati individuati i probabili fiancheggiatori, parenti del latitante. Pasquale Manfredi è ritenuto responsabile di 2 omicidi, quello di Arena Carmine e di Tipaldi Pasquale, avvenuti rispettivamente nell'ottobre 2004 e nel dicembre del 2005. Secondo gli investigatori, e' senza ombra di dubbio il pi pericoloso pregiudicato della provincia crotonese, sospettato di aver eseguito numerosi altri omicidi, sui quali la locale Squadra Mobile sta svolgendo approfondite e meticolose indagini.

GRASSO - "La mafia e' un problema nazionale, anche perche' i profitti illeciti che si realizzano al sud o all'estero poi si investono nel resto d'Italia, dove c'e' una maggiore redditivita' e produttivita', usando soprattutto imprese con una facciata di legalita' difficili da scoprire". A ribadirlo e' il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, dai microfoni di "Radio anch'io" su Radiouno. Sul versante della criminalita' organizzata, ricorda Grasso, "la 'ndrangheta rappresenta oggi il problema piu' serio e piu' importante per la sua capacita' di realizzare profitti illeciti attraverso traffici di stupefacenti e traffici piu' moderni come rifiuti e contraffazione di merci", ma anche "la camorra napoletana non ha perso la sua virulenza e la sua pericolosita' e cosa nostra e' ancora in piedi, non e' completamente distrutta". L'Agenzia per i beni confiscati e sequestrati e' uno strumento importante per "accelerare i tempi della destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, perche' vedere restituiti ai cittadini i beni sequestrati ai boss mafiosi e' uno dei punti di maggiore valenza morale.

Negli ultimi due anni i sequestri hanno raggiunto i 5 miliardi di euro ma se dobbiamo fare il conto degli ultmi 10 anni andiamo sopra i 10 miliardi". Quanto agli imprenditori che cedono alle richieste estorsive della criminalita' organizzata, non possono essere considerati "complici della mafia in senso tecnico giuridico" ma cosi' facendo "si legittima un sistema: noi pensiamo che se una multinazionale che puo' resistere a qualsiasi danneggiamento senza che venga intaccato il suo patrimonio si presenta al sud e, magari, la prima cosa che fa e' cercare un qualcuno che le garantisca la sicurezza del cantiere prima ancora di farlo sorgere, non c'e' dubbio che questo legittima il sistema. E' difficile superare questo momento se non c'e' la collaborazione dell'imprenditoria, dei cittadini e di tutte le istituzioni". L'ultima battuta e' sull'importanza dei pentiti: "lo dico sempre, sono come il bisturi: se li sai usare ben ti salvano la vita, se li usi male possono anche provocare la morte

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