Potenza e Foggia sommerse dai rifiuti. E' allarme
Potenza e Foggia come Napoli. Sommersa dall'emergenza rifiuti, con i sacchetti d’immondizia in strada. L’emergenza rifiuti non molla Foggia. Lungo le strade, soprattutto nelle aree periferiche, devono essere raccolte almeno 250 tonnellate di rifiuti. In seguito al blocco della discarica e alla carenza di mezzi, infatti, l’Amica ha accumulato un ritardo nella raccolta di circa due giorni. Il Comune per sbloccare la situazione della discarica di «Passo Breccioso» ha acquistato nuovi mezzi per il movimento dei rifiuti e noleggiato pale meccaniche per la raccolta alla rinfusa dei rifiuti. Ci sono anche tre nuovi mezzi, acquistati sempre dal Comune grazie ai finanziamenti della Regione Puglia, che sono tuttavia ancora bloccati presso il concessionarion di Bari. «Contiamo tuttavia di metterli in strada entro questa settimana, abbiamo già pronte le carte per l’immatricolazione», ha dichiarato l’assessore all’ambiente del Comune di Foggia, Pasquale Russo.
Il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ha rinnovato le scuse alla città «per una situazione di forte criticità che si sta comunque cercando di affrontare e soprattutto risolvere». La situazione dell’ex municipalizzata tiene alta l’attenzione anche sul fronte societarrio: si attende la sentenza di appello del Tribunale di Bari per il fallimento della ex municipalizzata e l’ammissione all’ammini - strazione controllata con il parere favorevole del ministero dell’Economia.
Problema rifiuti anche a Potenza. In città i cassonetti sono stracolmi: il capoluogo, ormai da un paio d’anni, è costretto a portare i propri rifiuti in giro per la Basilicata perché la sua discarica è satura e il progetto di ampliamento non ha ancora completato l’iter burocratico previsto. La chiusura della discarica di Lauria, sottoposta a indagini per uno sversamento di percolato nel terreno, e il blocco all’importazione di rifiuti da parte del sindaco di Tricarico, stanno mettendo a dura prova il già fragile sistema di smaltimento del capoluogo lucano.
La spazzatura si accumula nella cosiddetta «stazione di trasferenza» di Tito, l’area dove viene parcheggiata l’immondizia prima di essere trasferita. Il risultato? Non si accetta altra «monnezza». E i cassonetti, in città, scoppiano.


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