Roma/ Politici e vip si fanno l’aeroporto privato. Ecco l’Urbe: in 10 minuti da Palazzo Chigi al Falcon

Martedì, 16 marzo 2010 - 13:00:00

Di Enrico Massidda



LE IMMAGINI

Anche la città eterna presto avrà il suo”city airport”. A due passi dal centro, da dove manager e industriali, ma soprattutto uomini di Governo e parlamentari, potranno rapidamente salire sui  propri jet privati e i diversi tipi di velivoli della cosiddetta flotta di stato capaci di raggiungere l’intera Europa e località del centro Africa e dell’oriente.
Parliamo dello storico  aeroporto dell’Urbe voluto da Mussolini e inaugurato dal Duce il 21 aprile del 1928, che si trova all’inizio della via Salaria, alle spalle degli esclusivi quartieri Parioli, Vigna Clara e della stessa Farnesina. A soli sei chilometri dal centro.


La pista di questo piccolo ma strategico scalo sarà per così dire “ruotata” rispetto all’attuale utilizzabile solo per 800 metri. Ne sarà costruita una nuova con diverso orientamento lunga 1400 metri e larga 23, la 14/32. E così da  Palazzo Chigi, come da Camera e Senato o dai diversi Ministeri, tanto per intenderci, sarà possibile raggiungere l’Urbe in auto in dieci minuti, pur con l’aiutino dell’immancabile scorta con sirena.
Affaritaliani è entrato in possesso del documento in cui si disegna la “terza fase del programma di riqualificazione dell’aeroporto dell’Urbe”, dal quale il 14 aprile 1947 partì il primo volo commerciale italiano del dopoguerra. Le prime due fasi sono terminate con l’inaugurazione della nuova aerostazione passeggeri dello scorso 19 gennaio. Costo 800 mila euro. La fase 1 prevedeva adeguamenti sulle infrastrutture di volo e la realizzazione di un eliporto aperto 24 ore. Questi primi lavori, terminati nella prima parte del 2009, sono stati ampliati in corso d’opera rispetto al progetto originario, anche per esigenze da “grande evento” manifestate dalla Protezione Civile riguardo il G8 del 2009, per un costo di circa 2 milioni e 300 mila euro.

Ma per la fase 3 “rotazione della pista” non c’è ancora copertura finanziaria. L’Enac, l’ente che regola il trasporto aereo in Italia, titolare dell’ attività dell’ aeroporto dell’Urbe, intende avvalersi di soggetti privati per il reperimento dei fondi e per la gestione del terzo scalo romano. Inutile dire che in pole position ci sia la società Aeroporti di Roma, come si sa già impegnata su Fiumicino e Ciampino. Per questo progetto è già stata verificata la compatibilità ambientale riguardo il rumore. Una società specializzata  ha già confermato la fattibilità. Dall’Urbe, così con 1400 metri di pista potranno decollare e atterrare jet della famiglia Falcon della flotta di Stato e privati, assieme a diffusi velivoli di simile categoria, nonché i più capienti turboelica ATR e altri “Regional”.  Si spera pure con l’obiettivo di collegamenti di linea regolari. Il piano si integra, inoltre, con quanto deciso dal Comune di Roma circa una nuova viabilità di accesso all’aeroporto, che prevede interventi di ampliamento della via Salaria e un nuovo sovrappasso sul Tevere per il collegamento diretto della Salaria con la vicina via Flaminia.

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