Pista di pattinaggio al posto del parcheggio, bufera su De Magistris

di Anna Trieste
Trovare un posto in centro in cui parcheggiare l’auto è bello ma pattinare sul ghiaccio deve essere ancora più bello. E' questo quello che devono aver pensato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il suo assessore alla Mobilità Anna Donati quando hanno deciso di “congelare”, è proprio il caso di dirlo, il parcheggio comunale del Maschio Angioino per sistemarci una pista di pattinaggio sul ghiaccio di 20 metri per 30. Peccato che i napoletani che ai pattini preferiscono l’auto non siano tanto d’accordo e alla pista di pattinaggio preferiscano i 150 stalli con strisce gialle e blu che per quattro mesi saranno azzerati per far posto ai pattinatori.
Un’iniziativa, quella che la giunta comunale guidata da de Magistris ha ereditato dall’amministrazione precedente targata Iervolino, che ha fatto imbestialire utenti e turisti. Che da qui a marzo non sanno dove lasciare l’auto ma che in compenso possono consolarsi pattinando sul ghiaccio. Non gratis, s’intende. Sette euro, infatti, è la cifra richiesta da IcePark per il noleggio dei pattini. Una cifra non proprio irrisoria che moltiplicata per il numero degli accessi giornalieri significa affari d’oro per la società che gestisce la pista. Il che non è certo uno scandalo dal momento che siamo ancora, pare, in un regime di libero mercato. Il punto è che mentre la società fa affari d’oro il Comune rischia di rimetterci. Sì, perché l’area in cui è sistemata la pista è un parcheggio comunale, gestito da una partecipata del Comune, NapoliPark. E non si tratta di un parcheggio qualsiasi. Si tratta del parcheggio più remunerativo del centro dal momento che è attiguo al salotto buono della città e alle vie dello shopping e per questo incassa in media 1200 euro al giorno. Di conseguenza, se fino a marzo al posto del parcheggio ci sarà una pista di pattinaggio, il Comune rinuncerà a più di 140 mila euro.
Ecco perché i napoletani che hanno a cuore lo stato delle finanze comunali si chiedono se non fosse il caso di scegliere una location meno “sensibile” e, soprattutto, se la società che gestisce la pista paga per l’uso di quel suolo pubblico prezioso una cifra adeguata. Sul punto però è buio fitto dal momento che l’assessore al ramo, Anna Donati, non conferma e non smentisce le cifre: “Sono dati che hanno valutato gli uffici, bisogna fare una verifica” dice l’assessore che però ci tiene a precisare che a differenza degli anni passati quest’anno sicuramente la società che gestisce la pista “ha pagato al Comune quello che spetta in termini di suolo pubblico, acqua, luce e gas”.


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