Pillola RU486, oggi il via libera definitivo

Lunedì, 19 ottobre 2009 - 09:48:00

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Il consiglio di amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) oggi darà il definitivo via libera alla 'pillola abortiva' Ru486. L'ok del cda non sarà però l'ultimo passaggio, perchè si tratterà tecnicamente di dare un mandato al direttore generale dell'agenzia, Guido Rasi, a stendere la cosiddetta 'determina' con le indicazioni concrete di carattere tecnico per la somministrazione della pillola. La determina dovrà poi essere pubblicata in Gazzetta ufficiale.

Difficile prevedere i tempi dell'ultima procedura, ma non dovrebbero in ogni caso andare oltre quelli strettamente legati al passaggio tecnico. Rasi però potrebbe anche redigere subito la determina, oggi stesso, accelerando così l'entrata in commercio della Ru486. Sul via libera alla pillola, comunque, non sembrano esserci dubbi: oggi si discuterà come dovrà essere formulato il mandato a Rasi, ma non sarà in discussione l'opportunità del mandato in sé.

Anche se ieri il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella aveva spiegato che "non è vero, come dice Guido Rasi, che il passaggio della delibera nel consiglio di amministrazinone è un puro atto formale. Aspettiamo cosa ci dirà. Ci sono due pareri del Consiglio superiore di sanità che parlano di terapia della Ru486 da seguire solo in ospedale. E' su questo che l'Aifa deve dare indicazioni.

AVVENIRE ALL'ATTACCO -  L'Aifa (agenzia italiana del farmaco) non si assuma ''la responsabilita' ultima di trasformare definitivamente l'aborto, grazie a una semplice pillola, in estremo metodo anticoncezionale. Ogni decisione porterà ''una firma con nome e cognome''. Lo scrive Avvenire in un editoriale intitolato ''La morte a domicilio non è una scelta 'tecnica''', pubblicato a firma del caporedattore Francesco Ognibene. Per il giornale della Cei, se i membri del cda dell'Aifa omettessero di riferirsi esplicitamente alla legge 194 per ''scrivere chiaro e tondo che l'aborto chimico è soggetto al regime di ricovero ordinario (e non di un generico ricovero senza alcuna specifica, escamotage per dare il via libera a una domiciliazione incontrollata), allora l'Italia senza nemmeno accorgersene aprirebbe la porta all'aborto casalingo''.

''I signori dell'Aifa - si chiede Avvenire - vogliono rendersi complici di un simile scempio? Intendono dare il via libera di fatto alla banalizzazione dell'aborto e creare le premesse per un'esplosione, senza alcuna possibilita' di controllo, di questo dramma nel nostro paese? Ritengono di ergersi a titolari di un potere tecnocratico indifferente a ogni considerazione etica?''.

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