Terremoto, più sei ricco e meno muori
Abi: mutui sospesi fino a fine 2009 Dai morti d'Abruzzo la necessità di una nuova classe dirigente. L'analisi di Angelo Maria Perrino |
EFFETTI DIVERSI IN BASE ALLE RISORSE - Se si guarda oltre le conseguenze dirette delle catastrofi, purtroppo inevitabilmente negative e luttuose, l’economia ci suggerisce che gli effetti economici di più lungo periodo delle catastrofi possono essere molto diversi. Una catastrofe naturale potrà produrre effetti positivi sulla capacità di crescita di una località se la distruzione del capitale causato dalla catastrofe riesce a creare nuove opportunità di investire in nuove attività più moderne e avanzate rispetto a quelle preesistenti. Inoltre, almeno durante la ricostruzione, si verifica solitamente un eccezionale afflusso di risorse esterne – di capitale fisico, finanziario e umano – che se impiegate efficientemente possono accrescere le possibilità locali di investimento. Tenderanno invece a prevalere gli effetti negativi se le risorse finanziarie necessarie alla ricostruzione sono insufficienti a finanziare la realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali richiesti per ricominciare a crescere oppure se gli aiuti predisposti non si aggiungono alle risorse di risparmio e di investimento già eventualmente presenti.
LA PAROLA AI DATI - Per capirne di più, nell’ambito di un progetto di ricerca in corso, abbiamo usato i dati del CRED (Center for the Research on the Epidemiology of Disasters) dell’Università di Lovanio (1). relativi alle catastrofi avvenute in novanta paesi in un lungo periodo di tempo e cioè durante i trenta anni compresi tra il 1970 e il 2000. Dai dati del CRED emerge che le catastrofi si sono più che raddoppiate nei trenta anni tra il 1970 e il 2000. Negli anni ’70 il totale dei disastri registrati fu pari a 75, per poi salire a 135 negli anni ottanta fino ai 180 disastri degli anni novanta. Nel tempo i disastri di natura geologica si sono “solo” raddoppiati, mentre i disastri di altro tipo, soprattutto quelli dovuti ad eventi climatici estremi, si sono invece quasi triplicati. Una parte di questo incremento può essere il risultato del miglioramento delle tecniche di raccolta dei dati nel corso del tempo: negli anni ’70 il monitoraggio di eventi di questo tipo era certamente più imperfetto di quello di oggi. Per molti studiosi, però, il rapido aumento dei disastri climatici è una riprova della nefasta influenza della crescita demografica e delle attività economiche umane sulla rischiosità dell’ambiente in cui viviamo. Senza entrare nel dibattito sul cambiamento climatico, rimane il fatto che le catastrofi sono presumibilmente aumentate e in misura notevole di numero nell’arco di trenta anni.
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