Mafia/ Attenti alle verità di Ciancimino

Venerdì, 23 luglio 2010 - 19:00:00

La Procura di Caltanisetta ipotizza che l' ex questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, abbia avuto un ruolo nel confezionare il falso pentimento di Scarantino il quale, autoaccusandosi del furto della " 126 " - che poi sarà riempita del semtex, che ucciderà il giudice Borsellino e la sua scorta - deviò le indagini verso il nulla.


Dal momento che La Barbera fece un' eccellente carriera e, stroncato da un male incurabile, non può oggi difendersi da queste gravi accuse, chiedo al ministro dell' Interno, Maroni, e al Capo della Polizia, Manganelli : per rispetto della memoria dell' alto funzionario della PS, non dovrebbe essere evidenziato, con una nota del Viminale, il suo eccellente curriculum e chiedere cautela ai ( forse troppo ) loquaci magistrati di Caltanisetta, almeno sino al raggiungimento di verità, se non assolute, processuali ? E' un modo molto italiano quello di scaricare colpe, anche terribili, sui defunti, per evitare di scavare a fondo su tragiche vicende e sui torbidi misteri del passato.

A proposito di un altro defunto, il mafioso Mangano, di recente, Veltroni ha bacchettato Fini, per non aver detto, 2 anni fa, prima delle elezioni, che, a differenza di Dell' Utri, egli non riteneva, e non ritiene, affatto un " eroe " l' ex custode del villone di Arcore del Cavaliere. Certamente, la definizione del senatore palermitano è fuori luogo ed eccessiva.

Ma, come si sta comprendendo - meglio tardi che mai !- che Massimo Ciancimino ha deciso di collaborare con i magistrati, non ispirato da nobili ideali, ma per mettere le mani sul " tesorone " di don Vito, è giusto parlare del pregiudicato scomparso, senza enfasi, ma con termini aderenti alla realtà. Mangano, con dignità, affrontò in cella le dolorose sofferenze di malato terminale, rifiutando i benefici, l' assistenza dei familiari e le cure sanitarie, che certamente non gli sarebbero state negate, qualora avesse deciso di collaborare con la procura di Palermo, chiamando in causa alcuni personaggi eccellenti e facendo dichiarazioni collimanti con le teorie ( o i teoremi ? ) degli inquirenti.

Cautela, dunque, e ricerca dei riscontri su tutto, anche sull' ipotizzata identificazione del misterioso " signor Franco " - l' esponente dei servizi segreti " deviati ", in contatto con il mafioso Vito Ciancimino, prima e dopo le stragi del 1993 - con un cittadino israeliano, che è stato, per anni, il console onorario dell' Italia a Gerusalemme.

Di Pietro Mancini

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