Italia fiammiferaia senza la Russia
Di Giuseppe Morello
Non siamo ancora nella condizione della "Piccola fiammiferaia" di Andersen, ma di questo passo per scaldarci rischiamo di dover dar fondo a tutta la nostra scatola di fiammiferi. Ormai è quasi un appuntamento fisso: non appena arriva il freddo più intenso, la russa Gazprom che fornisce mezza Europa, noi compresi, stringe le manopole dei gasdotti mettendoci in ansia. "Siamo in emergenza e abbiamo reagito all'emergenza aumentando le importazioni dall'Algeria e dal Nord Europa attraverso la Svizzera, quindi non avremo problemi fino a mercoledì quando arrivera' un'altra ondata di freddo in Russia e non sappiamo come si comporterà la Gazprom giovedì e venerdì", ha detto l'ad di Eni Paolo Scaroni, aggiungendo: "Attendiamo e ci stiamo preparando a momenti ancora difficili". Le parole di Scaroni danno il senso della fase non facile, aggravata in queste ore dal guasto al rigassificatore di Rovigo.
L'Italia si sta attrezzando, ma è chiaro ormai da anni quanto siano decisive le forniture russe, il cui calo in questi giorni attorno al 25% (chissà se dovuto solo all'eccezionale freddo) può obbligarci a ricorrere alla scatola dei fiammiferi, ossia alle riserve. Si capisce ora come, al netto del folclore, del colbacco e del lettone di Putin, la scelta di Berlusconi di intrattenere buoni rapporti - se non addirittura rapporti privilegiati - con la Russia, sulla quale molte spiritosaggini si sono sprecate, non fosse del tutto peregrina. Piaccia o no Mosca è un partner energetico troppo importante per essere snobbato con leggerezza. Almeno fino a quando saremo un paese in cui può fare un freddo micidiale come quello di questi giorni.


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