Pescara, scoperti cinque falsi ciechi
Risultavano completamente ciechi, ma passeggiavano tranquillamente in citta', si districavano con disinvoltura nel traffico, salivano le scale con facilita', prendevano gli autobus riconoscendo il mezzo a cui erano interessati e le relative fermate. Davano, inoltre, precise indicazioni a chi gliele chiedeva. Cinque falsi ciechi sono stati scovati a Pescara dal personale della Guardia di Finanza, coordinato dal colonnello Mauro Odorisio, e sono stati denunciati per truffa aggravata ai danni dello Stato. Odorisio parla di "prove schiaccianti" raccolte dalle Fiamme gialle, che hanno seguito i cinque e hanno anche realizzato dei filmati.
Gli uomini delle Fiamme Gialle, nell'ambito dell'operazione denominata "Mai Visto", hanno pedinato e ripreso i falsi ciechi e hanno accertato che avevano dei comportamenti assolutamente normali, come dimostra il fatto che siano stati loro stessi a firmare l'avviso di conclusione delle indagini nel momento in cui gli e' stato recapitato a casa.
Come emerge dai filmati della Guardia di Finanza c'e' chi prende l'autobus in strada senza l'aiuto di nessuno (facendo segno con la mano all'autista di fermarsi per farlo salire quando il bus si avvicinava alla fermata) e va in giro con il bastone bianco da ciechi appeso al braccio. E poi c'e' anche chi osserva i lavori stradali in corso, chi sale le scale in maniera spedita, chi cammina lungo il ciglio della strada mentre arriva un camion, chi apre la porta dell'auto dall'esterno per prendere le buste della spesa e portarle a casa, chi ritira un certificato alla Asl e ne controlla il contenuto.
Non tutte le persone oggetto dell'indagine, si vede sempre nelle immagini, usavano il bastone o gli occhiali. Non si tratta cioe' di ciechi assoluti, una condizione ben precisa che sussiste quando ricorrono i requisiti fissati dalla legge, ma si tratta di persone con una degenerazione maculare (che da' comunque diritto ad una indennita') che sono riuscite con artifici e raggiri a simulare uno status di cecita' totale presso l'ottava commissione della Asl, comportandosi come se non vedessero nulla. La commissione, cioe', e' stata tratta in inganno.
Gli indagati avrebbero truffato complessivamente per circa 240mila euro, percependo indennita' di accompagnamento non dovute, e rischiano una pena detentiva da uno a 5 anni. Ora scattera' la fase per la revoca delle pensioni e la restituzione delle somme indebitamente percepite. L'indagine della Finanza, partita nel 2009 dopo aver intercettato un falso cieco, ha portato a esaminare 180 fascicoli (tanti sono i ciechi in provincia di Pescara), ma le posizioni esaminate sono state 50 e si e' arrivati alle 5 denunce.


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