Perugia, Elisa doveva incontrare "Matteo"
IL GIALLO - Elisa aveva un appuntamento quel sabato notte. Doveva andare a cercare "Matteo"
a Ponte Pattoli la 25enne di Città di Castello trovata morta nei boschi vicino Perugia, prima di dileguarsi a bordo dell'auto dell'amica Vanessa. Non disse il motivo di quell'incontro. L'indiscrezione è riportata dal Giornale dell'Umbria, che cita un testimone senza rivelarne l'identità. Secondo quanto riporta il quotidiano, dopo aver avuto un lieve incidente nei pressi dello svincolo di Ponte Felcino, Elisa non sarebbe andata via a bordo della Fiat Punto senza dire nulla, come trapelato finora.Avrebbe, anzi "farfugliato qualcosa sulla necessità di andare a Ponte Pattoli e incontrare 'Matteo'". Quindi si sarebbe spostata al posto di guida e avrebbe messo in moto. Il racconto del testimone non si ferma qui. Ma poi la giovane sbagliando strada, è finita in un sentiero per cercare un'abitazione, ma ha citofonato ad un'altra famiglia: "Scusi, ho sbagliato casa".
Vanessa, vista la fretta con cui Elisa era andata via, avrebbe chiesto di essere accompagnata a cercare l'amica alla discoteca Red Zone. Qui, Elisa non ci sarebbe stata ma un buttafuori avrebbe detto a Vanessa e ai ragazzi che l'accompagnavano di aver visto passare la ragazza con la Punto grigia, la quale avrebbe urtato un paletto della recinzione, prima di allontanarsi. Vanessa, a quel punto secondo il quotidiano, avrebbe chiesto ai ragazzi di accompagnarla a cercare Elisa prima a San Marco, poi a Ponte Felcino (due quartieri di Perugia abbastanza distanti l'uno dall'altro). Quindi, non trovandola, si sarebbe fatta portare a Resina, sempre una frazione di Perugia, dove i suoi genitori sarebbero andati a prenderla.
IL FIDANZATO - Non c'entra nulla con la sua morte, invecee, il suo fidanzato. Ha chiarito la sua posizione di fronte ai carabinieri. Semplicemente la carta bancomat che stava usando a Firenze (dove viveva) era cointestata a lui e alla ragazza. Non riuscendo a prelevare denaro si sarebbe rivolto agli impiegati dell'istituto di credito chiedendo spiegazioni. La carta però era stata precedentemente bloccata e per questo la stessa banca ha avvertito le forze dell'ordine. Intanto oggi è prevista l'autopsia sul corpo di Elisa per accertare le cause del decesso.

Il ritrovamento del corpo di Elisa
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PERUGIA SCONVOLTA - Amici, parenti della ragazza non si spiegano che cosa possa essere accaduto alla studentessa di 25 anni. Il suo corpo era coperto di fango, con le calze abbassate e il maglione appeso ad un ramo poco distante dal cadavere. Con qualche escoriazione ma senza segni di violenza o lesioni apparenti. La sua serata, prima che svanisse nei boschi, era stata a base di alcol, sicuramente, e molto probabilmente anche di droga. Il cadavere l'hanno scoperto i vigili del fuoco poco dopo le 11 del mattino, 30 ore dopo l'ultima telefonata di Elisa ai carabinieri. Restò al telefono per un'ora. Diceva: "Sento il rumore del fiume ma non so dove mi trovo, sono su una stradina, ho la macchina impantanata e sto scivolando. Aituatemi ad uscire".
INTERROGATA L'AMICA - Di nuovo interrogata Vanessa Coltrioli, l'amica di Elisa rimasta con lei fino a poco prima della morte. La ragazza, in particolare dovrà spiegare perché tra il suo racconto e quello di un ragazzo tunisino con cui lei ed Elisa hanno passato la serata ci sono delle discordanze. Vanessa infatti aveva detto che con il gruppo di tunisini con cui avevano trascorso la serata si erano lasciati senza darsi appuntamento, il ragazzo ha invece riferito che erano d'accordo di andare in discoteca insieme, al Red Zone, il locale a neanche due chilometri da dove è stata trovato il corpo di Elisa. Ma, ha aggiunto, di aver chiamato le ragazze che però non rispondevano al cellulare.
LO SFOGO DEL PADRE - Al dolore per la perdita della figlia, per il papà di Elisa Benedetti, Osvaldo, c'è anche la rabbia per ciò ha letto su alcuni giornali: "Sono state scritte tante cose false, io per esempio ho sempre lavorato, non sono un mantenuto di mia figlia". "Non è stata violentata - ha aggiunto - ma perchè lo hanno scritto?". "E io - ha continuato il papà di Elisa - ho sempre lavorato, non ho mai chiesto una lira a mia figlia, così come la mia povera moglie. Io Elisa l'ho sempre aiutata".
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LA RICOSTRUZIONE - Alle 22 le ragazze, dopo un aperitivo, cambiano posto e si fermano in un bar in una stazione di servizio a Ponte Rio, dove cominciano a bere di nuovo. Poco dopo arrivano anche quattro o cinque ragazzi nordafricani, alcuni della zona, che si fermano al bancone. I due gruppi non si sono mai visti ma tra una birra e l'altra ci vuole poco a fare conoscenza. "Hanno iniziato a familiariazzare e a bere insieme - ha raccontato il barista - hanno fatto un bel pò di baldoria e hanno anche rotto un bicchiere".
Un'ora dopo le due ragazze e i nordafricani escono insieme: le telecamere della stazione di servizio riprendono l'auto di Elisa e Vanessa che va verso nord e la Golf dei ragazzi che prende in direzione sud. Lungo la strada però le due hanno un'incidente ed è a questo punto che cominciano i misteri, anche se i racconti dei testimoni - tutti già sentiti più volte dagli inquirenti - sembrerebbero collimare. Mentre Vanessa parla con il conducente, Elisa sale nella Punto dell'amica e parte. A mezzanotte e 45 Elisa chiama i carabinieri per diverse volte. Prima racconta di essersi persa, poi di esser stata violentata, poi di non riuscire più a capire dove sia finita. Fino alle ultime parole. "Sto scivolando, aiutatemi ad uscire". Ma perchè Elisa è finita in quella stradina è ancora un mistero. Perchè stralunata o perchè costretta? Una donna che abita nella zona ha raccontato che una ragazza le ha citofonato in piena notte. "Era stranita, barcollava, ma non sembrava impaurita - dice - Quando però mi sono affacciata lei è salita in auto ed è andata via". Secondo la donna, dietro c'erano altre due auto, che poco dopo sarebbero ripassate lì davanti: c'entrano qualcosa con la morte di Elisa? Risposte che arriveranno dall'analisi dei tabulati telefonici, dai quali sarà possibile capire se la giovane, oltre ai carabinieri, ha chiamato qualcun altro.



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