Perugia assediata dalle tv Usa. I ragazzi assolvono Amanda
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FORUM/ Amanda e Raffaele saranno assolti o condannati? Amanda e Raffaele? Le ragazze li condannano, i ragazzi li assolvono. È quanto emerge da un sondaggio condotto tra gli universitari italiani dal portale Universinet.it. Se in generale gli intervistati (6130 risposte) si dividono quasi equamente tra colpevolisti, 48%, e innocentisti, 44% (l'8% non ha un'opinione così netta), a guardare le risposte dei maschi e delle femmine si scopre che i primi sono più indulgenti delle seconde: tra i ragazzi, infatti, c'è una percentuale di colpevolisti del 21% mentre tra le studentesse sale al 68%. Chi ritiene Amanda e Raffaele innocenti pensa che non ci siano prove sufficienti (72%), chi punta il dito contro di loro adduce soprattutto due motivi: Amanda avrebbe mentito troppe volte dopo l'arresto (45%) e avrebbero fatto uso di droghe e ucciso (43%). "Amanda e Raffaele spaccano gli universitari italiani in due partiti", commenta Renato Reggiani Direttore Editoriale del portale facendo notare che "le accuse che sembrano aver fatto maggiore presa sugli universitari sono quella per Amanda di aver cambiato troppe volte la versione dei fatti e di aver fatto uso di droghe. Proprio nell'uso di droghe e nella conseguente perdita di controllo è indicato il movente dai 'colpevolisti'" |
Amanda Knox con il parroco del carcere e le altre detenute per preparare la messa del sabato pomeriggio alla quale ha poi partecipato; Raffaele Sollecito, in cella a Terni, a studiare per il prossimo esame universitario, ma entrambi con il pensiero già rivolto a lunedì quando la Corte d'assise di Perugia pronunciando la sentenza d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher deciderà il loro destino. "Siamo fiduciosi», hanno detto entrambi ai loro avvocati. La Knox, in cella dopo la condanna a 26 anni avuta in primo grado, «è ansiosa e agitata ma al tempo stesso fiduciosa» ha detto l'avvocato Maria Del Grosso che l'ha incontrata. Lunedì prima che la Corte si ritiri in camera di consiglio, Amanda farà una breve dichiarazione spontanea. «Ma non sta preparando alcunchè di scritto - ha rivelato il suo difensore - e tutto verrà dal suo cuore». «Un sabato normale - ha spiegato il parroco don Saulo - che ho trascorso con lei come con tutte le altre. Amanda è speranzosa e molto equilibrata». «Amanda - ha aggiunto - ha partecipato alle attività senza chiedere attenzioni particolari. Ha una personalità positiva e in questi quattro anni di carcere è maturata». Per lei niente visite dai parenti come previsto dal regolamento del carcere. E lo stesso è successo per Sollecito, condannato a 25 anni in primo grado, che nella casa di reclusione di Terni si sta preparando all'orale dell'esame universitario per il quale nei giorni scorsi ha sostenuto lo scritto.
Oggi saranno di nuovo insieme in aula per l'ultimo atto del processo d'appello. In una Perugia che è praticamente disinteressata al processo (pochissimo il pubblico in aula in questi mesi, così come in primo grado) ma non dimentica la vittima, Meredith Kercher. «Su tutto, prima di tutto, e fuori da ogni dubbio, c'è il dramma di Meredith e della sua famiglia, perché una ragazza poco più che ventenne uccisa in quel modo deve rimanere nei cuori di tutti noi», ha sottolineato il sindaco Wladimiro Boccali. In città cresce però l'attenzione mediatica per la sentenza che sarà trasmessa in diretta dalle principali televisioni mondiali. Oltre 400 i giornalisti accreditati e sempre di più i pulmini con le antenne satellitari davanti al palazzo di giustizia. A decidere il futuro di Sollecito e della Knox saranno il presidente della Corte d'assise d'appello Claudio Pratillo Hellman, il giudice «a latere» Massimo Zanetti e i sei popolari, cinque donne e un uomo. Spetterà a loro stabilire se Raffaele e Amanda, che continuano a proclamarsi innocenti, devono essere condannati o assolti.
LA MADRE E LA SORELLA DI MEZ INDIGNATE/ Si dicono "esterrefatte" Stephanie e Arline Kercher, rispettivamente madre e sorella di Meredith, la ragazza uccisa la sera del primo novembre 2007 a Perugia. "Esterrefatte - secondo quanto riferisce il loro avvocato Francesco Maresca - dalla prosecuzione del movimento mediatico anche oggi, ieri e ieri l'altro sui giornali". Tanto da chiedere un "silenzio stampa totale per rispetto della Corte e della sua decisione". Le due donne inglesi, insieme a Lyle, uno
dei due fratelli di Meredith, domani saranno a Perugia per assistere alla lettura della sentenza. "Veniamo a Perugia con la massima serenita' e fiducia nella Corte - proseguono le donne - come ne abbiamo avuta in quella di primo grado. Sara' un'occasione per ricordare la memoria di Meredith in corte d'appello a Perugia". Da quanto si apprende, i familiari di
Meredith non saranno, invece, in aula domani mattina quando prenderanno la parola i due imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito.


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