Fastweb/ Scaglia interrogato nega le accuse
"E' provato, ma sereno e soprattutto respinge le accuse". Così l'ex amministratore delegato e fondatore di Fstweb, Silvio Scaglia si è difeso nel corso dell'interrogatorio nel carcere di Regina Coeli condotto dal Gip Aldo Morgigni e dai pm Giancarlo Capaldo, Francesca Passariti e Giovanni Di Leo. A raccontare la linea di condotta tenuta dall'ex Ad di Fastweb e' stato, a conclusione dell'interrogatorio, il suo difensore, l'avvocato Pier Maria Corso.

"Scaglia - ha detto - ha escluso di avere delle responsabilita, ha ribadito la propria estraneità e affermato che la società è vittima di quanto avvenuto". L'indagato ha inoltre ribadito di non aver mai conosciuto personaggi chiavi dell'inchiesta come Gennaro Mokbel e il senatore Di Girolamo. Sul fronte delle indagini, intanto e' da registrare che si è costituito un altro latitantre dell'inchiesta, l'avvocato Paolo Colosimo, destinatario di una misura cautelare in carcere firmata dal gip Morgigni per i reati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, di intestazione fittizia di beni aggravata dal favoreggiamento di associazione mafiosa, di minaccia per impedire l'esercizio del diritto di voto e di scambio elettorale, il tutto con l'aggravante del metodo mafioso.
Il legale si è costituito negli uffici della procura di Roma. Prima di consegnarsi ai magistrati Colosimo ha detto: "Mi accusano di essere, in qualità di difensore di un mafioso come Pugliese, il legame tra Mokbel e Di Girolamo, eletto all'estero con i voti della 'ndrangheta. Ma è tutto cosi' assurdo, sono contestazioni infondate che sono pronto a respingere documentalmente".
Sul fronte politico, invece, la maggioranza al Senato ha imposto il voto sulle dimissioni del senatore Di Girolamo sul quale pende la richiesta di autorizzazione all'arresto da parte della procura di Roma per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e altri reati legalti alla sua elezione con l'aggravante del metodo mafioso. L'opposizione aveva chiesto, invece, di votare prima le mozioni sulla decadenza. Questo il risultato della Conferenza dei Capigruppo. La decisione della maggioranza dovra' essere confermata oggi pomeriggio dall'aula del Senato



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