Pedofilia/ Il papa incontra le vittime: " Provo vergogna e dolore"
Lunedì, 19 aprile 2010 - 10:06:00
"Molte voci cercano di persuaderci di mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e di scegliere da se stessi i valori e le credenze con i quali vivere. Ma noi dobbiamo avere fiducia nel Signore e nei suoi insegnamenti". Il Papa, a Malta, difende la sua Chiesa e punta tutto sulla "divina misericordia" per guarire "ferite spirituali, le ferite del peccato". E poi incontra otto vittime maltesi di preti pedofili alle quali dice: "Provo vergogna e dolore".
Oltre 40 mila persone hanno affollato di buon'ora il piazzale dei Granai, a Floriana, dove Benedetto XVI ha celebrato la messa. Molti gli striscioni di benvenuto e le bandiere, mentre non è stato visto alcun segno delle contestazioni legate al tema della pedofilia che erano state ventilate da alcuni settori prima dell'arrivo del pontefice.
Un discorso "difensivo" anche rispetto a quello pronunciato dall'arcivescovo maltese Paul Cremona pochi minuti prima dell'inizio della celebrazione. Cremona, nel suo saluto, ha parlato apertamente del problema degli abusi subiti da molti giovani in alcune istituzioni religiose ed educative dell'isola sottolineando la presenza in piazza "degli immigrati e delle vittime delle violenze consumate nelle case e in ambito educativo. Cremona ha descritto una Chiesa "modesta nel riconoscere fallimenti e peccati dei suoi membri" e "aperta ad accogliere tutti, senza distinzione di nazionalità e razza". "Ci attende - ha detto il presule - il compito della nuova evangelizzazione: la società è mutata e in questo nuovo contesto la Chiesa deve testimoniare i valori, la santità della vita dal momento del concepimento, la famiglia stabile fondata sul matrimonio".
Il Papa si è rivolto al popolo maltese: "La ricchezza e la varietà della vostra cultura è un segno che questo popolo ha tratto grande profitto dallo scambio di doni ed ospitalità con i viaggiatori venuti dal mare. Vi esorto - ha detto Ratzinger ai circa 50 mila fedeli presenti - a continuare a fare così. Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai maltesi".
Tra le cose che i fedeli devono anche saper "rifiutare" c'è anche la "tecnologia avanzata". Il Papa ha citato anche la nube che sta bloccando l'Europa per dire che la tecnologia non può "rispondere ad ogni nostro desiderio e salvarci dai pericoli che ci assalgono. Ma non è così. In ogni momento della nostra vita dipendiamo interamente da Dio, nel quale viviamo, ci muoviamo ed abbiamo la nostra esistenza. Solo lui può proteggerci dal male, colo lui può guidarci tra le tempeste della vita ed solo lui può condurci in un porto sicuro, come ha fatto per Paolo ed i suoi compagni, alla deriva delle coste di Malta".
Nel pomeriggio, Benedetto XVI è andato in nunziatura dove ha incontrato otto vittime di preti pedofili che erano state accompagnate alla delegazione vaticana poco prima dell'arrivo del Papa. "Provo vergogna e dolore", ha detto il pontefice che poi ha assicurato: "la Chiesa sta facendo e, continuerà a fare, tutto ciò che è in suo potere per investigare sulle accuse e consegnare alla giustizia i responsabili". Incontro che sembra essere stato particolarmente toccante. Una delle vittime racconta: "Il Papa ha pianto con noi".
Oltre 40 mila persone hanno affollato di buon'ora il piazzale dei Granai, a Floriana, dove Benedetto XVI ha celebrato la messa. Molti gli striscioni di benvenuto e le bandiere, mentre non è stato visto alcun segno delle contestazioni legate al tema della pedofilia che erano state ventilate da alcuni settori prima dell'arrivo del pontefice.
Un discorso "difensivo" anche rispetto a quello pronunciato dall'arcivescovo maltese Paul Cremona pochi minuti prima dell'inizio della celebrazione. Cremona, nel suo saluto, ha parlato apertamente del problema degli abusi subiti da molti giovani in alcune istituzioni religiose ed educative dell'isola sottolineando la presenza in piazza "degli immigrati e delle vittime delle violenze consumate nelle case e in ambito educativo. Cremona ha descritto una Chiesa "modesta nel riconoscere fallimenti e peccati dei suoi membri" e "aperta ad accogliere tutti, senza distinzione di nazionalità e razza". "Ci attende - ha detto il presule - il compito della nuova evangelizzazione: la società è mutata e in questo nuovo contesto la Chiesa deve testimoniare i valori, la santità della vita dal momento del concepimento, la famiglia stabile fondata sul matrimonio".
Il Papa si è rivolto al popolo maltese: "La ricchezza e la varietà della vostra cultura è un segno che questo popolo ha tratto grande profitto dallo scambio di doni ed ospitalità con i viaggiatori venuti dal mare. Vi esorto - ha detto Ratzinger ai circa 50 mila fedeli presenti - a continuare a fare così. Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai maltesi".
Tra le cose che i fedeli devono anche saper "rifiutare" c'è anche la "tecnologia avanzata". Il Papa ha citato anche la nube che sta bloccando l'Europa per dire che la tecnologia non può "rispondere ad ogni nostro desiderio e salvarci dai pericoli che ci assalgono. Ma non è così. In ogni momento della nostra vita dipendiamo interamente da Dio, nel quale viviamo, ci muoviamo ed abbiamo la nostra esistenza. Solo lui può proteggerci dal male, colo lui può guidarci tra le tempeste della vita ed solo lui può condurci in un porto sicuro, come ha fatto per Paolo ed i suoi compagni, alla deriva delle coste di Malta".
Nel pomeriggio, Benedetto XVI è andato in nunziatura dove ha incontrato otto vittime di preti pedofili che erano state accompagnate alla delegazione vaticana poco prima dell'arrivo del Papa. "Provo vergogna e dolore", ha detto il pontefice che poi ha assicurato: "la Chiesa sta facendo e, continuerà a fare, tutto ciò che è in suo potere per investigare sulle accuse e consegnare alla giustizia i responsabili". Incontro che sembra essere stato particolarmente toccante. Una delle vittime racconta: "Il Papa ha pianto con noi".



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