Pasolini, ad ucciderlo con Pelosi c'erano tre persone
Un inedito rapporto di polizia giudiziaria all'interno di un dossier dedicato al caso Pasolini, rivela la verità sull'omicidio dello scrittore. Il settimanle Oggi pubblica in esclusiva una ricostruzione. La notte tra il 1° e il 2 novembre del 1975, all'Idroscalo di Ostia, il reo confesso Pino Pelosi era in compagnia di almeno altri tre assassini: i fratelli Franco e Giuseppe Borsellino e un certo Johnny il biondino. 
Lo scoprì il carabiniere Renzo Sansone della compagnia di Monterotondo (provincia di Roma) che infiltrandosi in un gruppo di balordi che frequentavano una bisca nella borgata del Tiburtino III, raccolse le confidenze di due di loro, i fratelli Franco e Giuseppe Borsellino, appunto, rispettivamente 15 e 13 anni.
I due ragazzi negarono in seguito la loro partecipazione al delitto dell'Idroscalo dichiarando che avevano voluto prendere in giro l'infiltrato dell'Arma dopo aver scoperto la sua vera identità. I giudici gli credettero, ma il rapporto redatto il 14 febbraio 1976 dal capitano Giuseppe Gemma, comandante della compagnia di Monterotondo, li smentisce clamorosamente: al momento dell'arresto dei Borsellino, infatti, gli fu sequestrato un ingente quantitativo di refurtiva, frutto della loro abituale attività di topi d'auto, che i due, come rivelato a Sansone, detenevano in casa.
"Se i Borsellino avessero scoperto che ero un carabiniere, di certo non mi avrebbero messo a parte di un segreto tanto compromettente», dice a Oggi, Renzo Sansone. "Eppure i magistrati presero per buona la loro versione dei fatti ignorando questa determinante circostanza".
Nel dossier c'è anche la testimonianza di Silvio Parrello, alias Er pecetto, pittore e poeta amico di Pasolini che ha riferito al magistrato Minisci informazioni dettagliate sulla seconda macchina presente all'Idroscalo e sul pregiudicato Antonio Pinna ad essa collegato. «Pelosi fu arrestato sul posto e il suo fermo sul lungomare di Ostia fu tutta una messainscena», dice Parrello. «Quello fu un delitto commesso da adulti e quei quattro ragazzi furono usati e messi in mezzo».



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