Parolisi: "Melania mi umiliava". Giallo su un complice. Le carte e le foto che incastrano Salvatore
| LE E-MAIL TRA SALVATORE E LUDOVICA ------------------ LE CARTE L'ordinanza d'arresto di Salvatore Parolisi --------------------------- IL FORUM Secondo te Salvatore Parolisi è colpevole o innocente? I CRIMINOLOGI SI DIVIDONO LO SPECIALE Melania, il bacio e poi le coltellate: uccisa con la tecnica militare Melania, il killer tentò di scannarla. I legali di Parolisi: è stata una donna Melania, la chiave del delitto su Facebook: scambio di messaggi tra Parolisi e l'amante |
ANNULLAMENTO ORDINANZA - Il primo obiettivo di Biscotti e Gentile è di ottenere in sede di riesame l'annullamento dell'ordinanza di Calvaresi, che secondo i legali "appare troppo adagiata sulle argomentazioni della pubblica accusa". Gli avvocati l'hanno contestata punto per punto. A partire dal presunto movente, la relazione appassionata con la soldatessa Ludovica P. a cui Salvatore aveva promesso che avrebbe lasciato la moglie per cominciare una nuova vita insieme. Senza però, sembra, fare passi concreti per una separazione. Un movente "fragile" con una vicenda "letta in modo molto romanzato" secondo Biscotti. Mentre Gentile parla di ossessione "della Procura di Ascoli Piceno per il tradimento di cui eticamente l'uomo Parolisi si è assunto tutta la responsabilita«, ma non si può pensare per questo di farne un assassino. Tanto - ha chiosato Gentile - "che le relazioni extraconiugali sono uno degli sport preferiti dagli italiani. E Parolisi ha fatto molto meno di tanti altri".
![]() Ecco le foto che incastrano Parolisi con Ludovica e che testimonano che il 18 aprile non era a Colle San Marco con Melania (foto inserite nell'ordinanza d'arresto) LE IMMAGINI |
LA DIFESA - Altro punto da smontare, la perizia autoptica di parte dell'anatomopatolgo Adriano Tagliabracci e la ricostruzione dei tempi, che sono "troppo stretti. Non ci sarebbe stato il tempo per cambiarsi gli abiti schizzati di sangue". Insomma l'omicidio è stato indubbiamente "efferato", ma non lo ha commesso il caporalmaggiore. Domani i legali hanno organizzato un summit con i loro tecnici. Anche Parolisi ha cominciato a impostare la sua difesa: "Lui è un soldato, un combattente, è abituato a lottare". Si trova in isolamento, ha letto l'ordinanza - ha riferito Biscotti - ed è rimasto incredulo sui contenuti, ci sono cose che non stanno nè in cielo nè in terra". "Salvatore è forte della sua innocenza, del fatto che non ha nulla da temere - ha ribadito Gentile -. Intanto chiede e chiederà sempre della figlioletta Vittoria che è una parte della sua vita. Sta affrontando questo calvario per aiutare tutti ad accertare la verità". La pensa diversamente il gip che ha chiesto l'arresto di Parolisi. Nella carte si parla di chiarezza della colpevolezza, che "non lascia margini per altre ipotesi". Novantasei pagine di ordinanza, che punto per punto, smontano anche attraverso le immagini quando raccontato sal caporalmaggiore su quel 18 aprile, giorno della morte di Melania. Per il gip (come per il pm) l'inferno sentimentale che Parolisi sta vivendo tra marzo e aprile è all'origine del delitto che scrive: "Va comunque anche valutata e approfondita la possibilità di un'azione violenta omicidiaria improvvisa, non preceduta da specifico litigio, ma determinata dalla sedimentazione della inconciliabilità tra la storia con Ludovica e il perdurare del rapporto matrimoniale con Melania Rea...".

L'arresto di Salvatore Parolisi
LE IMMAGINI
MELANIA MI UMILIAVA - "Melania mi umiliava - racconta allo zio della donna Gennaro Rea che lo accompagna ad un interrogatorio, così come riportano le carte - mi aveva perdonato il tradimento con Ludovica ma non aveva dimenticato. Ludovica invece per me era la comprensione". Salvatore si sente prigioniero, tra la moglie che non vuole la fine del matrimonio, e Ludovica, che nelle e-mail su Facebook lo minaccia di lasciarlo, di mettere fine alla relazione che va avanti da due anni, se non mette fine alla relazione con la moglie. E' tutta qui la chiave del delitto, secondo il gip. L'amore di Parolisi per la soldatessa di 27 anni. Che lo porta, in quel bosco, ad avere un litigio con Melania (che tenta anche una riappacificazione, un bacio e poi un approccio sessuale). La donna si mette di spalle, si abbassa i pantaloni, ma lui la uccide con una tecnica militare. Il tutto davanti agli occhi della figlia, che era sicuramente li, scrive il gip. Forse dormiva in auto, forse no. Ma sicuramente c'era. L'indagine non è finita. Si cerca un possibile complice che abbia aiutato Parolisi a infierire sul cadavere nelle ore successive alla morte, quando secondo l'accusa sono state inferti nuovi tagli sul corpo per depistare le indagini.
LE TESTIMONIANZE DALLA CASERMA: SESSO E VERGA DI BAMBU' PER LE ALLIEVE -
"Una verga di bambù che percuoteva le natiche di giovani donne in mimetica" è nei ricordi di otto testimoni, sottufficiali ed ex reclute del Reggimento, ascoltati nellìinchiesta dell'omicidio di Melania. Gli interrogatori, riportati da Repubblica, lo racconta a verbale uno degli otto testimoni. Un racconto ricco di particolari.
La ragazza viene sentita come testimone due mesi fa. Ricorda Salvatore Parolisi e le sue "storie". Ricorda Nicola Caterino, come lui caporalmaggiore addestratore e di lui compagno di merende nelle uscite fuori ordinanza in quel della "Dimora di Morgiano". "Caterino era il più 'gettonato'", dice. Il "preferito" da reclute che "spesso si proponevano e approcciavano gli istruttori in modo esplicito". In un contesto dove l’addestratore non deve più neppure chiedere, per il semplice fatto di essere al centro della vita e della futura carriera di 450 ragazze per corso, 1.800 l’anno.
Sull’episodio c’è stata anche una denuncia formale: "M. bacchettava le allieve con una canna di bambù sulle natiche", ricorda. E il suo linguaggio, a quanto pare, aveva smesso di farsi grevemente allusivo semplicemente perché si era trasformato in normale turpiloquio. "È vero tra istruttori e allieve si instaurano rapporti", concede il caporale A. L. Ma nel dirlo, introduce una curiosa distinzione. "Nulla di contrario alle regole, perché non mi risulta che siano rapporti sentimentali. Sono rapporti intimi. Io, personalmente, ne ho avuti sei".
Poi a la testimonianza di una donna addetta a istruire le ragazze, arrivata a lavorare in caserma dopo l’omicidio di Melania. A. L. è sincera, diretta: "Sì, in caserma ho sentito parlare di relazioni sentimentali. E ho anche sentito dire che alcuni istruttori erano chiacchierati, come il caporale Caterino e un altro istruttore". Anche V. P. conferma. È un altro dei caporalmaggiori istruttori. E, a verbale, la mette giù semplice, semplice, insistendo anche lui sulla circostanza che in caserma si traffica in sesso, non si perde tempo con i sentimenti: "Non è inusuale che all’interno della caserma tra istruttori e allieve nascano rapporti intimi. A me è capitato con qualche allieva e mi vedevo con loro all’Hotel Ariston. Devo dire che mi ha stupito la relazione tra Salvatore Parolisi e Ludovica Perrone, perché sono incontri sessuali basati sull’attrazione fisica. E non sono incontri che si tengono in caserma".
E perché sia chiaro di cosa sta parlando, L. D. lo dice con i numeri. "C’è un istruttore per ogni squadra. Un uomo per 10-20 donne ogni tre mesi. Che significa tra le 40 e le 80 l’anno". Già, le donne passano. Ruotano ogni 90 giorni. In gergo militare le chiamano 'blocchi' e vanno per annate, come le vendemmie. Primo blocco 2011, secondo blocco 2011, terzo e quarto 'blocco' 2011. Loro, gli uomini, hanno un nome, un grado e restano almeno tre anni.



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