Palermo, a rischio chiusura il consorzio che gestisce i beni confiscati
Martedì, 4 maggio 2010 - 16:20:00
Niente fondi per il Consorzio Sviluppo e Legalità. Il Consorzio che gestisce i beni confiscati alla mafia dei Comuni di Monreale, Corleone, San Giuseppe Jato, Piana degli Albanesi, San Cipirello, Altofonte, Roccamena e Camporeale, nell’ultimo triennio non ha ricevuto fondi da parte della Regione per l’ordinaria amministrazione e ciò ha determinato la paralisi di tutte le attività. Pertanto, il presidente del Consorzio, Giuseppe Siviglia, sindaco di San Giuseppe Jato, riunirà d’urgenza l’assemblea dei sindaci soci per proporre la possibilità di porre in liquidazione il Consorzio e chiudere le attività, con la conseguente restituzione ai Comuni, dei beni già assegnati.
Con questa provocazione il presidente Giuseppe Siviglia e tutti i sindaci del Consorzio intendono sottolineare il disinteresse e la poca sensibilità del Governo siciliano e degli stessi parlamentari, nei confronti del Consorzio e delle sue sorti. "Il Consorzio in questi anni è sempre stato baluardo di trasparenza e legalità nella gestione dei beni confiscati, ma la regione siciliana – sottolinea una nota - ha preferito porre maggiore attenzione ad altre associazioni, che seppure importanti e con nobili finalità, sicuramente non prioritarie rispetto alle attività di lotta alla mafia che porta avanti il Consorzio. Grande la delusione degli otto sindaci, del Cda, delle cooperative sociali e di tutti quanti da anni si impegnano sul fronte dell’antimafia. La mancata sensibilità della Regione è segno di dispregio di quanto è stato riconosciuto dalla società civile e dalle più alte cariche dello Stato".
A spezzare una lancia a favore del consorzio è l’europarlamentare Rita Borsellino. “Lombardo dia ascolto all’allarme lanciato dai sindaci del Consorzio ‘Sviluppo e Legalità’ – dice -. E’ incredibile che nella finanziaria la regione abbia dimenticato di sostenere un Consorzio che fornisce servizi importanti per la gestione dei beni confiscati alla mafia, anche per le cooperative che vi lavorano”.
Con questa provocazione il presidente Giuseppe Siviglia e tutti i sindaci del Consorzio intendono sottolineare il disinteresse e la poca sensibilità del Governo siciliano e degli stessi parlamentari, nei confronti del Consorzio e delle sue sorti. "Il Consorzio in questi anni è sempre stato baluardo di trasparenza e legalità nella gestione dei beni confiscati, ma la regione siciliana – sottolinea una nota - ha preferito porre maggiore attenzione ad altre associazioni, che seppure importanti e con nobili finalità, sicuramente non prioritarie rispetto alle attività di lotta alla mafia che porta avanti il Consorzio. Grande la delusione degli otto sindaci, del Cda, delle cooperative sociali e di tutti quanti da anni si impegnano sul fronte dell’antimafia. La mancata sensibilità della Regione è segno di dispregio di quanto è stato riconosciuto dalla società civile e dalle più alte cariche dello Stato".
A spezzare una lancia a favore del consorzio è l’europarlamentare Rita Borsellino. “Lombardo dia ascolto all’allarme lanciato dai sindaci del Consorzio ‘Sviluppo e Legalità’ – dice -. E’ incredibile che nella finanziaria la regione abbia dimenticato di sostenere un Consorzio che fornisce servizi importanti per la gestione dei beni confiscati alla mafia, anche per le cooperative che vi lavorano”.



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