Palermo/ Trovato con 100mln di droga, arrestato. L'uomo: Incastrato da mia suocera
Mi chiamo Giorgio Ceccarelli. Nel 1996 ero in corsa per diventare avvocato. Mi mancava solo l'esame di Stato. Per merito di mia suocera e di suoi infami complici sono stato arrestato perchè hanno trovato dentro la mia macchina ben 100 milioni di cocaina purissima. Con me c'era mia figlia di 9 anni. La mia colpa? aver tolto il passaporto a mia figlia. La mia ex moglie voleva trasferirsi in Grecia con un greco.

Dal film "Un mostro di suocera"
I tre condannati non hanno fatto neppure un minuto di galera. Io ho rischiato 20 anni e la fine della mia vita e dei miei familiari. Per il dolore sono entrambi morti dopo la vergogna e l'umiliazione del figlio spacciatore.
Adesso uno che cerca di ammazzare la suocera pagando i killer viene arrestato e sicuramente condannato ad una pena detentiva.
Se sarà arrestato andrò sotto il carcere e farò otto giorni lo sciopero della fame (come ho fatto in carcere) a protestare la mia vergona di vedere due casi risolti in maniera diversa e ingiusta. Per lo Stato Italiano mandare in galera un innocente per 20 anni non prevede neppure un minimo di pena.
La mia ex suocera ha pagato molto di più di tremila euro.
I miei tre delinquenti sono tutti e tre liberi. Io non mi riprenderò mai più. La mia vita è finita.Ho regalato agli italiani il mio tempo e i miei soldi. L'Italia ama di più i padri. Le nonne sono diverse. Le vittime delle nonne non contano.
Negli Stati Uniti non avrebbero mai patteggiato la pena con gli imputati senza il consenso della vittima. Li avrebbero arrestati e avrebbero buttato la chiave.
In Italia, patteggiando la pena con i miei carnefici, i magistrati, legge permettendo, hanno preferito buttare la mia vita.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















