Padova/ Operaio torna a vedere: cornea ricostruita con membrana che riveste il feto
Sabato, 20 agosto 2011 - 11:59:00
Un operaio albanese che due anni fa aveva perso la vista ad un occhio a causa di uno schizzo d'acido antiruggine è tornato a vedere grazie all'utilizzo di una membrana amniotica. L'intervento, che non ha precedenti, è stato eseguito dal direttore del centro oculistico dell'ospedale Sant'Antonio di Padova Alessandro Galan, il primo a stupirsi della recupero visivo del paziente.
«Non ho fatto nulla di eccezionale - dice Galan - ho assistito invece a qualcosa che ha riprodotto l'intera cornea persa. Ho tolto tutta la cornea danneggiata dall'acido - spiega il medico - eliminandola anche a livelli sotto i quali solitamente non si scende. Ho così cercato di sostituirla con un'altra posando sull'ultima barriera che proteggeva l'occhio, la sottilissima membrana di Descemet, una membrana amniotica, un rigenerante che riveste il feto e che mi è stata consegnata dalla Banca degli occhi di Mestre; ho ricoperto con i pochi tessuti che rimanevano e ho pregato Dio che l'occhio reggesse».
E l'occhio ha retto, al punto che grande è stato lo stupore, per sua stessa ammissione, del direttore che al controllo dopo sette mesi dall'intervento si è trovato di fronte la cornea perfettamente rifatta. «Sono di fronte ad un fatto che non riesco a spiegare - prosegue Galan - fortunatamente filmato e fotografato in ogni passaggio dell'intervento. Metto il materiale a disposizione dei miei colleghi per cercare assieme a loro una risposta». Galan, che dedicherà al caso un'articolo su una rivista scientifica, conferma che «in letteratura non c'è nulla al riguardo. È un fatto, ripeto, inspiegabile. Vorrei che qualcuno mi dicesse cos'è successo. Capire cos'ha portato la cornea a riformarsi vorrebbe dire avere tra le mani un beneficio immenso».
«Non ho fatto nulla di eccezionale - dice Galan - ho assistito invece a qualcosa che ha riprodotto l'intera cornea persa. Ho tolto tutta la cornea danneggiata dall'acido - spiega il medico - eliminandola anche a livelli sotto i quali solitamente non si scende. Ho così cercato di sostituirla con un'altra posando sull'ultima barriera che proteggeva l'occhio, la sottilissima membrana di Descemet, una membrana amniotica, un rigenerante che riveste il feto e che mi è stata consegnata dalla Banca degli occhi di Mestre; ho ricoperto con i pochi tessuti che rimanevano e ho pregato Dio che l'occhio reggesse».
E l'occhio ha retto, al punto che grande è stato lo stupore, per sua stessa ammissione, del direttore che al controllo dopo sette mesi dall'intervento si è trovato di fronte la cornea perfettamente rifatta. «Sono di fronte ad un fatto che non riesco a spiegare - prosegue Galan - fortunatamente filmato e fotografato in ogni passaggio dell'intervento. Metto il materiale a disposizione dei miei colleghi per cercare assieme a loro una risposta». Galan, che dedicherà al caso un'articolo su una rivista scientifica, conferma che «in letteratura non c'è nulla al riguardo. È un fatto, ripeto, inspiegabile. Vorrei che qualcuno mi dicesse cos'è successo. Capire cos'ha portato la cornea a riformarsi vorrebbe dire avere tra le mani un beneficio immenso».



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